mercoledì 7 settembre 2011

La Colombia e il complesso di Edipo - 3


Photo: historiadelfutbolenimagenes.blogfree.net

Minuto quarantuno. La Colombia beneficia di una rimessa laterale, sulla sinistra. "El Tren", che poi sarebbe Valencia, e l'argentino Borrelli ingaggiano un duello aereo. Il difensore svetta più in alto, ma la palla atterra ai piedi de "El Pibe", che poi sarebbe Valderrama.

Il genietto dai riccioli d'oro controlla sulla trequarti, elude il tentativo di sgambetto di Zapata e converge verso il cerchio di centrocampo. Porta a passeggio il pallone, nessuno gli si fa incontro: attende l'intuizione di un compagno.


 Sulla destra fugge "El Coloso", che poi sarebbe Rincón: il nomignolo celebra la sua stazza imponente, ma le lunghe leve ne fanno un abile velocista. "El Pibe" lo vede far irruzione nel suo campo visivo e gli cede il pallone con un passaggio che accarezza l'erba del Monumental.

L'esterno dell'América de Cali se lo allunga, impallinando il dirimpettaio Altamirano e ritrovandosi al cospetto di Goycochea: portiere aggirato, palla docilmente accompagnata in rete con un preciso rasoterra. Uno.  

Minuto quarantanove. Il gelo sopra Buenos Aires. Dopo aver cullato a lungo l'illusione di rompere gli indugi ed avviarsi al successo, la mente dei tifosi argentini inizia ad essere colonizzata da brutti presentimenti.

Alla loro nazionale rimangono tre quarti d'ora per marcare due volte, rovesciare il risultato ed evitare così lo spareggio contro l'Australia. Ma oramai è la Colombia a dominare la scena. "El Coloso" avanza sulla destra e lancia nel cuore dell'area di rigore "El Pulpo", che poi sarebbe Asprilla. 

I colombiani esigono una partita sensazionale, dall'attaccante del Parma: tecnica sopraffina e rapidità mostruosa ne fanno un giocatore  micidiale negli scontri individuali.

Certo, soffre di una certa mancanza di disciplina tipica degli artisti della pelota e dei colombiani nati nelle città di mare. Ma se azzecca la giornata, "El Pulpo" è devastante.

Oggi è una giornata di grazia: palla addomesticata con grande cura, ubriacante finta sul malcapitato Borrelli e umiliante conclusione sotto le gambe di Goycochea. Gambe molli, come quelle dei suoi compagni. Gambe - metaforicamente - spezzate, come quelle di tutta la nazionale argentina. Dos.

Minuto sessantadue. Manca meno di mezz'ora alla conclusione e la storia, a cui gli argentini si erano goffamente avviluppati nei giorni precedenti l'incontro, va a farsi benedire. Il pubblico del "Monumental" ha smesso di rumoreggiare, di far baccano: quei due gol, segnati quattro minuti prima ed altrettanti minuti dopo l'intervallo, hanno rubato le loro corde vocali.

E allora la Colombia, da vittima sacrificale da dare in pasto agli argentini, inizia a vestire i panni dell'ospite invitato ad onorare un pranzo luculliano. E si comporta come se fosse in casa propria. 

"El Leon", che poi sarebbe Álvarez, affonda sulla sinistra e serve al centro: il pallone sfila, "El Coloso" giunge a rimorchio e, di prima intenzione, prova a scagliarlo prepotentemente alle spalle di Goycochea. La sua conclusione, seppur smorzata, compie un balzo maligno che pietrifica l'estremo difensore argentino. Tres.

Minuto sessantaquattro. Neppure il tempo di realizzare quanto sta succedendo, neppure il tempo di attutire il colpo che la Colombia riscrive definitivamente la storia. "El Pulpo" mette pressione a Borrelli, contrasta un suo rilancio e gli soffia il pallone, lungo la linea del fallo laterale.

La difesa argentina è altissima, nessuno è rimasto a proteggere Goychochea: la corsa di Asprilla è inarrestabile, spedita. Il portiere argentino, ultimo ostacolo frapposto tra l'attaccante colombiano e la linea di porta, tenta disperatamente di ostruirgli la visuale e abbozza l'uscita dai pali.

"El Pulpo"
ha una brillante intuizione: colpetto lieve ma incisivo al pallone, che traccia una parabola nell'aria e scavalca il guardiano della porta argentina. Cuatro.

Minuto ottantaquattro. La nazionale colombiana è una ciurma di pirati che prende d'assalto una nave e ne assume il comando. L'Argentina non esiste più, dopo gli insulti del primo tempo il pubblico di Buenos Aires tace per poi incitare i cafeteros: trattano la palla come una fanciulla, deliziano i palati più esigenti, stanno impartendo una severa lezione di calcio. Meritano il rispetto, ed anche qualcosa di più.

Ma la Colombia non è affatto sazia, pretende la ciliegina sulla torta. E la ottiene. 

"El Pulpo", un'autentica iradiddio, scappa per l'ennesima volta sulla corsia laterale di sinistra, illuminato da un'apertura de "El Pibe": quasi si diverte a prendersi gioco di Borrelli, che prova a ostruirgli il passaggio, e capitan Ruggeri, intervenuto a dar manforte.

All'improvviso sbuca, alle loro spalle, "El Tren". Il compagno fa filtrare il pallone tra gli attoniti difensori argentini: Valencia, sul quale prova inutilmente a rinvenire Altamirano, lo accompagna in corsa, mettendo fuori causa Goycochea. Cinco. 

Photo: Damelapelota
Cambia la storia. I vinti diventano vincitori, i vincitori del passato vengono declassati al ruolo di vinti. "La storia si fa e si scrive tutti i giorni": è un mantra che rimbomba nella testa di Maradona, presente sugli spalti come tanti argentini.

Il suo nome viene a lungo scandito sui gradoni del "Monumental", tra i peana innalzati a favore della Colombia e gli applausi scroscianti. Quello che dovrebbe essere un segnale positivo, per l'ex campione del Napoli, è l'emblema di una sconfitta altisonante: la sua Argentina è stata surclassata, annichilita, la sua tracotanza è stata punita dai tocchi magici di un altro "pibe", il pittoresco Valderrama. La Colombia si qualifica ai Mondiali. E riscrive la storia.

A cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta furono gli argentini a dar lustro al calcio colombiano: era l'epopea dell'El Dorado, dei vari Di Stéfano, Pedernera, Néstor Rossi.

Oggi no. Oggi Asprilla, Valderrama, Valencia e tutti gli altri segnano cinque gol ai maestri argentini, senza subirne uno. Cinque, come le dita di un mano. Uno schiaffo di quelli che fanno male. E fu così che i colombiani si macchiarono di un reato gravissimo, come Galeano definì lo storico trionfo al "Monumental": parricidio. Come l'Edipo Re nella tragedia sofoclea.

E tragica sarà la fine di quella Colombia, aditata da Pelé come una delle favorite alla vittoria dei Mondiali, con l'eliminazione al primo turno, le minacce di morte dei cartelli della droga e l'assassinio di uno dei suoi giocatori rappresentativi, Andrés Escobar. E sulla generazione d'oro del calcio colombiano calò il sipario.



Domenica 5 settembre 1993
ARGENTINA-COLOMBIA 0-5 (0-1)
Estadio Monumental, Buenos Aires




ARGENTINA (4-4-2): Sergio Goycochea; Julio Saldaña, Jorge Borelli, Oscar Ruggeri, Ricardo Altamirano; Gustavo Zapata, Fernando Redondo (69' Alberto Acosta), Diego Simeone, Leonardo Rodríguez (54' Claudio García); Ramón Medina Bello, Gabriel Batistuta. All. Alfio Basile.


COLOMBIA (4-2-2-2): Óscar Córdoba; Luis Herrera, Luis Perea, Alexis Mendoza, Wilson Pérez; Leonel Álvarez, Gabriel Gómez; Carlos Valderrama, Freddy Rincón, Fuastino Asprilla, Adolfo Valencia. All. Francisco Maturana.


ARBITRO: Ernesto Filippi (URU).


RETI: 41' e 62' Rincón, 49' e 64' Asprilla, 84' Valencia.



Fonti:
Galeano E., "Splendori e miserie del gioco del calcio", Sperling & Kupfer, 2009
Maradona D.A., "Io sono El Diego", Fandango, 2002
"La clave, el medio campo", El Tiempo, 01/09/1993
Quesada E., "Colombia modificó el itinerario", El Tiempo, 01/09/1993
"Diego, te gustaría conocer Australia", El Tiempo, 01/09/1993
"Garantizada la seguridad", El Tiempo, 03/09/1993
Rosas V., "El ambiente no es de hostilidad", El Tiempo, 03/09/1993
Rosas V., "Los argentinos enarbolan su ego", El Tiempo, 03/09/1993
"Sigue el juego del bla, bla...", El Tiempo, 03/09/1993
"Un juego decisivo para Filippi", El Tiempo, 05/09/1993
Barraza J., "Argentina-Colombia, mañana será historia", El Tiempo, 05/09/1993
Gorín N., "Ahora la realidad pinta otra cosa", El Tiempo, 05/09/1993
"Hace seis años se logró un triunfo inolvidable", El Tiempo, 05/09/1993
Hernández J., "Colombia tiene qué jugar de tú a tú", El Tiempo, 05/09/1993
"El partido del año", El Tiempo, 05/09/1993
Rosas V., "Fecha precisa para hazaña monumental", El Tiempo, 05/09/1993
Rosas V., "La generación del Pibe sale por la consagración", El Tiempo, 05/09/1993
"La historia no pesará, dice Perea", El Tiempo, 05/09/1993
"Asprilla estuvo sensacional", El Tiempo, 06/09/1993
Rosas V., "Freddy Rincón, de nuevo colosal", El Tiempo, 06/09/1993
Rosas V., "Nos consagramos con gran baile y todo...", El Tiempo, 06/09/1993
"Se cumplió el sueño de Simón Bolívar!", El Tiempo, 06/09/1993
"Viva Colombia!", El Tiempo, 06/09/1993
"De las injurias y los insultos a la ovación", El Tiempo, 06/09/1993
Rios y Zaida Bernal J. G., "La historia sí se hace y se escribe todos los días", El Tiempo, 06/09/1993
Rosas V., "Colombia destrozó la historia!", El Tiempo, 06/09/1993
Hernández J., "Hasta Maradona se bajó de su ego", El Tiempo, 06/09/1993
Barraza J., "La derrota del siglo", El Tiempo, 06/09/1993
Mora y Araujo M., "Colombia remains an underdog in Copa América", Sports Illustrated, 01/07/2011



(3 - fine)

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