Guardo un'intervista ad Andriy Shevchenko realizzata da Sky per la serie "I signori del calcio": l'ex centravanti del Milan siede in una stanza piuttosto soleggiata. Dietro la vetrata, alle sue spalle, s'intravedono senza eccessivi sforzi alcuni grattacieli: 'Sarà una metropoli americana', immagino. Le telecamere mostrano lo stesso Shevchenko intento a istruire alcuni bambini all'interno di uno stadio. Mistero dipanato: siamo a Las Vegas.
Ecco, mi sorge un dubbio: ma lì esistono squadre professionistiche che partecipa ai campionati americani? Ci penso su: mentalmente scorro l'elenco delle franchigie del baseball, della pallacanestro, del football americano. Persino del calcio e dell'hockey su ghiaccio. Macché, nulla. I miei sospetti avevano un fondo di verità: Las Vegas è l'unica grande città degli Stati Uniti - è al trentesimo posto per numero di abitanti - a non essere rappresentata in nessuna delle major league americane.
Anzi no: poche settimane dopo ecco l'annuncio che dalla stagione 2017-2018 la "città del peccato" avrà una propria squadra nella NHL, il principale campionato di hockey su ghiaccio. Il nome - la scelta dovrebbe ricadere su Desert Knights, Silver Knights o Golden Knights - sarà rivelato il prossimo 22 novembre. Quale miglior occasione per indagare sul rapporto tra il paradiso delle slot machine e lo sport professionistico...
