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venerdì 27 gennaio 2017
Géza Kertész, lo "Schindler" del calcio italiano
Géza Kertész è stato assassinato due volte. Maestro di calcio arguto e scrupolosissimo, mise in salvo decine e decine di ebrei ungheresi dall'olocausto prima che i nazisti lo scoprissero e lo fucilassero.
Ma l'oblio che ne è seguito si è forse rivelato una condanna ancor più crudele della tragica morte: in Italia, da lui scelta per intraprendere quella che è una missione ancor prima di un lavoro, s'erano quasi tutti dimenticati di lui.
Anche a Viareggio, dove aveva allenato agli albori della sua carriera. E dove la sua toccante storia merita di essere riportata alla luce, condivisa e magari raccontata nelle scuole in coincidenza con la Giornata della memoria.
lunedì 4 giugno 2012
E fu così che..."Clamoroso al Cibali!"
Quel Catania allenato da Carmelo Di Bella, etneo purosangue che negli anni da calciatore mai aveva abbandonato la sua amata Sicilia, proprio non poteva intimidire l'Inter dei vari Antonio Angelillo, Mario Corso, Giacinto Facchetti e Armando Picchi. All'andata i nerazzurri avevano maramaldeggiato contro la formazione siciliana, neopromossa nel massimo campionato italiano, infliggendole un eloquente 5-0 propiziato da ben quattro autoreti di giocatori del Catania.
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Umberto Agnelli
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