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venerdì 27 gennaio 2017
Géza Kertész, lo "Schindler" del calcio italiano
Géza Kertész è stato assassinato due volte. Maestro di calcio arguto e scrupolosissimo, mise in salvo decine e decine di ebrei ungheresi dall'olocausto prima che i nazisti lo scoprissero e lo fucilassero.
Ma l'oblio che ne è seguito si è forse rivelato una condanna ancor più crudele della tragica morte: in Italia, da lui scelta per intraprendere quella che è una missione ancor prima di un lavoro, s'erano quasi tutti dimenticati di lui.
Anche a Viareggio, dove aveva allenato agli albori della sua carriera. E dove la sua toccante storia merita di essere riportata alla luce, condivisa e magari raccontata nelle scuole in coincidenza con la Giornata della memoria.
venerdì 12 agosto 2016
Pallanuoto e Olimpiadi: Oscar Charles
Ci fu Oskar Schindler,
imprenditore tedesco che riuscì a sottrarre più di mille ebrei alla barbarie
della Shoah, e poi ci fu un altro Oscar - anzi Oszkár, cognome Csuvik -,
pallanotista ungherese che diede asilo a una famiglia di persone con la stella
di David cucita sul petto.
Ma uno, cento o mille non fa differenza, a ben pensarci: è il gesto che conta. E aver risparmiato a degli esseri umani una morte pressoché certa fu certamente la medaglia più preziosa messa al collo da quest’ungherese nato Oszkár Csuvik e morto Oscar Charles.
Ma uno, cento o mille non fa differenza, a ben pensarci: è il gesto che conta. E aver risparmiato a degli esseri umani una morte pressoché certa fu certamente la medaglia più preziosa messa al collo da quest’ungherese nato Oszkár Csuvik e morto Oscar Charles.
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venerdì 27 gennaio 2012
Sport e olocausto: la storia dell'Hakoah Vienna
Lo scenario è grossomodo quello di oltre mezzo secolo fa, come se il tempo si fosse fermato. Una pista d'atletica leggera, una piscina e numerosi altri campi sportivi sbucano dal lussureggiante Prater, il principale parco cittadino di Vienna. Frattanto, un ristorante kosher e un'area dedicata ai bambini hanno fatto capolino tra gli impianti sportivi. Di nuovo, rispetto agli anni Trenta, c'è che la storia ha spazzato via i nazisti, mentre un simbolo - una H racchiusa in una stella di David bianca e blu - campeggia ancora sulle pareti.
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