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domenica 6 dicembre 2009

Il bagno di sangue di Melbourne





"Sono in molti a non capire
che cosa è questa inondazione,
perché si è mosso l'ordine del mondo?
Un popolo ha urlato. Poi fu il silenzio.
Ma ora tanti stanno a chiedere:
di carne ed ossa chi ha fatto legge?
E lo chiedono molti, sempre di più,
perché non lo afferrano proprio
loro che l'hanno avuto in eredità,
ma allora tanto vale la Libertà?"

(Sándor Márai)


Una partita di pallanuoto valevole per il girone finale, quello che mette in palio le medaglie. Una nazionale che mai come questa volta avverte l'obbligo di vincere per i propri compatrioti. L'acqua clorosa della piscina che, improvvisamente, si tinge di un rosso violento. Il pubblico che sostiene a gran voce una sola rappresentativa, quella di un popolo a cui è stata appena inferta una ferita profonda, dolorosa. Melbourne, 3 dicembre 1956. Ungheria-Urss, semifinale del torneo di pallanuoto maschile dei Giochi olimpici, si gioca all'interno di questo scenario, con i magiari che ancora schiumano di rabbia per la maniera brutale con cui i sovietici hanno spento, poche settimane prima, il focolaio della rivoluzione a Budapest.