domenica 29 agosto 2010

Il Libano e le bombe. Da tre punti. - 2


(continua da - 1)

 23 agosto 2006. Per il Libano potrebbe essere il giorno della verità, il giorno in cui poter avverare un sogno che i giocatori non immaginavano nemmeno di cullare.

Dopo la vittoria all'esordio contro il Venezuela (82-72) e le sonore, ma prevedibili, sconfitte contro Argentina e Serbia-Montenegro, la nazionale mediorientale affronta la Francia medaglia di bronzo agli Europei dell'anno prima. Quella Francia che, nel periodo compreso tra i due conflitti mondiali, fece del Libano un suo protettorato


Un ulteriore motivo per battere i transalpini e continuare a sognare la qualificazione agli ottavi. La Francia è orfana della sua stella Tony Parker, ma non per questo la squadra è meno competitiva.

Gomis e Florent Piétrus hanno appena vinto il campionato spagnolo con l'Unicaja Málaga, Gelabale gioca nel Real Madrid mentre le stelle della NBA sono Mickaël Piétrus (Golden State Warriors), Petro (Sonics), Diaw (Suns) e Turiaf (Lakers). Niente campionati stranieri o ingaggi faraonici per i nazionali libanesi: giocano tutti in patria. Il grande assente è coach Coughter, fuori per malattia: lo sostituisce il vice Kosai Khalaf.


Il parquet di Sendai, però, sovverte inizialmente ogni pronostico: El Khatib trascina letteralmente il Libano con le sue giocate, sul fronte francese l'assenza dell'infortunato Jeanneau si traduce in una fase offensiva molto compassata e stagnante ed in conclusioni a canestro che spesso si rivelano poco calibrate.

Dopo il sostanziale equilibrio delle battute iniziali, il Libano prende il largo grazie ad un paio di tiri liberi di Roy Samaha: le due squadre chiudono così il primo quarto sul 21-14.

Anche nel successivo la Francia non fa molto per arginare le folate libanesi: una schiacchiata di Mickaël Piétrus riduce il distacco a due sole lunghezze, ma un lay-up di El Khatib e le bordate di Rony Fahed, complesa una tripla, riportano avanti la nazionale mediorientale che va al riposo con il massimo vantaggio (43-30).



La Francia, tuttavia, si risveglia brutalmente nella seconda metà dell'incontro: gli uomini di Claude Bergeaud assestano un parziale di 9-0 e poi, grazie al canestro del madridista Gelabale, ancora una volta si portano a due punti di ritardo dal Libano.

Dilapidato il prezioso vantaggio, i mediorientali rialzano la testa ed è il solito El Khatib a mantenerli in vita con i suoi punti. Ma è Florent Piétrus il protagonista dell'ultimo quarto: il giocatore dell'Unicaja, campione della gara di schiacciate della Liga, regala spettacolo con rimbalzi e schiacciate. Soprattutto, regala alcuni punti preziosi alla Francia che consentono di risalire la china: mediorientali e transalpini giocano a rincorrersi, con i primi che viaggiano a una media di quattro punti di vantaggio.

Fino a quando Boris Diaw, pure lui uscito dal guscio dell'anonimato nella seconda parte, non fissa il risultato sul 68-68. La gioia per aver agganciato, dopo un lungo inseguimento, il Libano dura tuttavia il breve spazio di una dozzina di secondi: Rony Fahed mette dentro una tripla e dà nuovamente il vantaggio alla sua squadra.

Manca un minuto e mezzo alla fine. E la Francia deve recuperare tre punti. Florent Piétrus non fallisce dalla lunetta e così pure Foirest: adesso sono i libanesi a dover inseguire (72-71) quando mancano quaranta secondi. Ti aspetti una giocata decisiva di El Khatabi - a fine gara sarà il miglior marcatore con 29 punti personali - e invece è Joseph "Joe" Vogel, centro di origini statunitensi, a scrivere la storia del basket: riceve palla, si gira, segna subendo fallo e poi realizza il tiro libero aggiuntivo. 74-72.

L'appuntamento con la storia è lì a ventiquattro secondi, ma c'è ancora da soffrire: Diaw va in lunetta, può riequilibrare nuovamente le sorti dell'incontro a sei secondi dalla conclusione. Mette dentro il primo: 74-73. Prosegue con il secondo. Il tiro è corto, la palla tocca il ferro e torna in campo: all'ultimo secondo finisce tra i palmi di Foirest che tenta il tiro della disperazione. Palla fuori bersaglio. Fischio finale. 




Vince il Libano delle famiglie sotto assedio, vince il Libano senza giocatori nella NBA, vince il Libano umile contro una Francia presuntuosa. "Siamo stati davvero deludenti e non abbiamo preso abbastanza sul serio la partita - ammette a fine partita Bergeaud - questo è un momento storico per noi perché non abbiamo rispettato i nostri avversari".

Con il sorriso fanciullesco di chi ha appena compiuto un'impresa, Khalaf commenta una vittoria inattesa: "Questa vittoria, comunque, non significa nulla se domani non facciamo risultato contro la Nigeria. Per me, quella partita è più importante del successo odierno".

Ma il miracolo non si ripeterà: il Libano esce sconfitto 95-72 contro la formazione africana, fallendo così la qualificazione al turno successivo. La Francia avanza e chiuderà al quinto posto la sua avventura in terra nipponica.

Ma sulle maglie dei transalpini rimarrà per sempre incancellabile la macchia della sconfitta contro i libanesi. I quali tornano comunque a casa con una storia da poter raccontare ai propri figli, nel frattempo tornati alla normale vita di tutti i giorni dopo il cessate il fuoco del 14 agosto. Eccola, la vittoria più bella, da aggiungere al 74-73 di Sendai.



(2 - fine)

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