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martedì 13 marzo 2012
Il cigno bianconero - 2
(- continua da 1)
Matthew ha ventidue anni e tifa Swansea, la squadra della sua città natale, da quando ne aveva nove. La sua carta d'identità pare raccontare molto di lui: il secondo nome è John, il cui vezzeggiativo è Jack, uno degli epiteti con cui i tifosi dello Swansea sono soliti indicare i loro beniamini oltre al tradizionale "cigni". Di cognome fa Wallace, come il guerriero interpretato da Mel Gibson in "Braveheart" che lottava per l'indipendenza della Scozia.
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lunedì 12 marzo 2012
Il cigno bianconero - 1
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lunedì 13 febbraio 2012
La prima volta non si scorda mai
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| Photo: Ghanasoccernet.com |
Dicono che il calcio non sia più un semplice passatempo. Dicono che il calcio, adesso, sia solamente uno sporco business manipolato dal denaro ed invaso dalle televisioni. Dicono che nel calcio tutto sia programmato e così i tifosi sarebbero relegati al ruolo di involontaria platea di uno spettacolo il cui finale è giù scritto.
Eppure, il calcio può slegarsi dalle interferenze esterne e regalare momenti di allegria e brividi, grazie alla sua - ancora esistente? - imprevedibilità e capacità di inventare storie meravigliose, come un menestrello di vecchia data.
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lunedì 5 settembre 2011
La Colombia e il complesso di Edipo
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| Photo: Futbolred.com |
Una volta mi hanno detto che in questo secolo ci sono stati tre soli grandi avvenimenti, in Colombia: lo scoppio de La Violencia nel 1948, la pubblicazione di 'Cent'anni di solitudine' nel 1967 e la sconfitta per 5-0 dell'Argentina per mano della nazionale colombiana nel 1993.
E sapete qual è la cosa peggiore? Che è tutto vero."
E sapete qual è la cosa peggiore? Che è tutto vero."
(Gabriel García Márquez)
Dici Argentina e Colombia e in un baleno la mente viaggia da sola, approdando a due mondi profondamente differenti. Da una parte trovi l'estremità meridionale di quello straordinario universo di colori, popoli, sapori e odori che è l'America Latina, sul versante opposto sorge quella che del continente è la porta principale, un lembo di terra aggrappato a Panamá, all'altra America.
Argentina-Colombia è una partita da mille scenari che non si riducono al campo di calcio: Argentina-Colombia "..es como decir el país de García Márquez y el país de Borges, la cumbia y el tango, el café y el bife de lomo, Valderrama y Maradona, el Batigol y El Tren, el calor y el frío, el Pacífico y el Atlántico..."
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martedì 7 dicembre 2010
Quel trionfo danese, tra fiaba e tragedia
Volendo
fare della retorica, la si potrebbe definire una moderna fiaba di Hans Christian Andersen in chiave calcistica. Eppure la clamorosa vittoria della Danimarca agli Europei di calcio del 1992 ebbe un prologo assai drammatico. E, contrariamente alla consuetudine dei racconti fiabeschi, nessun lieto fine.
fare della retorica, la si potrebbe definire una moderna fiaba di Hans Christian Andersen in chiave calcistica. Eppure la clamorosa vittoria della Danimarca agli Europei di calcio del 1992 ebbe un prologo assai drammatico. E, contrariamente alla consuetudine dei racconti fiabeschi, nessun lieto fine.
La formula degli Europei - che si giocano in Svezia - prevede per l'ultima volta la fase finale a otto squadre: tra queste c’è anche la Jugoslavia, prima nel girone di qualificazione con un punto di vantaggio sulla Danimarca. Ma succede l’irreparabile: scoppia la guerra nei Balcani, da cui la Jugoslavia uscirà a pezzi, smembrata, fino a cessare di esistere come nazione unita. Non ci sono le condizioni per andare agli Europei.
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domenica 17 ottobre 2010
America sotto smacco
Alle volte è strano come lo sport possa chiarire dubbi che altre discipline non riescono proprio a sciogliere. Ad esempio, la Russia non fa parte dell'Unione Europea eppure, culturalmente, avrebbe qualcosa da condividere più con il Vecchio Continente che non con gli altri paesi asiatici. Si pensi, ad esempio, alla religione, ortodossa e dunque cristiana. Si pensi, ad esempio, allo sport: squadre russe - ma anche armene, azere, georgiane - partecipano alle competizioni sportive europee.
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domenica 29 agosto 2010
Il Libano e le bombe. Da tre punti. - 2
(continua da - 1)
23 agosto 2006. Per il Libano potrebbe essere il giorno della verità, il giorno in cui poter avverare un sogno che i giocatori non immaginavano nemmeno di cullare.
Dopo la vittoria all'esordio contro il Venezuela (82-72) e le sonore, ma prevedibili, sconfitte contro Argentina e Serbia-Montenegro, la nazionale mediorientale affronta la Francia medaglia di bronzo agli Europei dell'anno prima. Quella Francia che, nel periodo compreso tra i due conflitti mondiali, fece del Libano un suo protettorato.
Il Libano e le bombe. Da tre punti. - 1
Si verificano, nel lungo corso della storia, eventi che fanno la fortuna della celebre teoria dei "corsi e ricorsi" coniati dal filosofo Giovambattista Vico. La (apparentemente) insignificante partita tra Libano e Francia, in programma oggi ai Mondiali di basket maschile in Turchia, rientra a pieno titolo in questa schiera.
I motivi sono presto detti. Le due nazionali tornano anzitutto ad affrontarsi a quattro anni di distanza: allora fu un 23 agosto, oggi il calendario segna il 29. In quella circostanza, i cestisti mediorientali furono tenuti in apprensione dalla guerra che il loro paese stava conducendo contro Israele: la situazione, al confine, è tornata ad esser tesa nemmeno un mese fa. E, sia in Giappone come in Turchia, nella Francia non ci sarà la stella Tony Parker: il giocatore dei San Antonio Spurs ha deciso di rinunciare alla rassegna iridata, preferendo recuperare dai vari guai fisici accusati nelle ultime stagioni.
Quattro anni fa vinse, di misura, il Libano: il successo non fu sufficiente a passare il turno, ma per i mediorientali fu una vittoria speciale, giacché il paese era in guerra e nel passato la Francia aveva colonizzato proprio le loro terre. Scommettiamo che il Libano la spunta anche questa volta?
lunedì 9 agosto 2010
E l'Italia fece piangere il re
Nel suo (emozionante) libro intitolato "Todos mis hermanos", Manel Estiarte dedica il primo capitolo a quella che, senza ombra di dubbio, è stata finora la più emozionante finale di una competizione di pallanuoto: quella dei Giochi olimpici di Barcellona.
L'ex giocatore spagnolo, oggi insignito di un'importante carica all'interno del Barcellona, la definisce El partido perfecto, "la partita perfetta". Non era una partita qualsiasi, quella che andò in scena il 9 agosto del 1992 alla piscina Bernart Picornell proprio il giorno della chiusura della manifestazione.
Non poteva esserlo per Estiarte e per tutti i compagni di squadra catalani come lui: giocare di fronte al re Juan Carlos e al principe Felipe, ma soprattutto davanti ai loro padri, alle loro madri, a mogli, fidanzate e figli. Davanti alla loro gente. Un'occasione irripetibile.
L'ex giocatore spagnolo, oggi insignito di un'importante carica all'interno del Barcellona, la definisce El partido perfecto, "la partita perfetta". Non era una partita qualsiasi, quella che andò in scena il 9 agosto del 1992 alla piscina Bernart Picornell proprio il giorno della chiusura della manifestazione.
Non poteva esserlo per Estiarte e per tutti i compagni di squadra catalani come lui: giocare di fronte al re Juan Carlos e al principe Felipe, ma soprattutto davanti ai loro padri, alle loro madri, a mogli, fidanzate e figli. Davanti alla loro gente. Un'occasione irripetibile.
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mercoledì 14 aprile 2010
Ad un passo dal sogno

Oggi è un giorno speciale per Quevilly, cittadina francese di poco più di 22mila abitanti situata nell'Alta Normandia. La locale squadra di calcio affronterà stasera, a Caen, il blasonato Paris Saint Germain nella semifinale della Coppa di Francia.
Fin qui niente di sensazionale, se non fosse che l'Us Quevilly è una squadra che milita nel Championnat de France Amateur, quarta divisione francese. I gialloneri, che possono contare su due soli elementi che si sono affacciati al calcio professionistico, hanno eliminato nel corso del loro cammino due club di Ligue 1, il massimo campionato transalpino, ovvero Rennes e Boulogne.
E stasera affronteranno il Paris Saint Germain, con la speranza di centrare nuovamente la finalissima della coppa nazionale dopo esserci già riusciti nel lontano 1927, roba da preistoria.
La favola del Quevilly mi riporta alla mente un'altra storica impresa: correva l'anno 2000 e la Francia si sarebbe apprestata a vincere l'Europeo in Olanda e Belgio, bissando così il trionfo mondiale di due anni prima. La vittoria dei bleus venne preceduta dall'insolita finale della coppa nazionale tra il Nantes ed il Calais, squadra che militava in CFA proprio come il Quevilly oggi. Composto perlopiù da impiegati, insegnanti ed operai, l'undici giallorossonero fu l'autentica sorpresa di quella edizione della Coppa di Francia. Proprio come potrebbe esserla, a dieci anni di distanza, il Quevilly...
domenica 4 aprile 2010
Un'impresa scolpita nel marmo
Tra i luoghi d'interesse che sto scoprendo qui ad Atene non poteva certo mancare - da appassionato sportivo quale sono - il Kallimarmaron, ovvero l'antico stadio Panathinaiko, interamente costruito in marmo: costruito nel 560 a.C. per celebrare i Giochi Panatenaici e rimasto sepolto per numerosi secoli, venne riscoperto nel 1870 e ristrutturato in occasione dei primi Giochi Olimpici dell'era moderna, quelli di Atene del 1896.
Gli italiani lo ricorderanno sicuramente per il trionfale arrivo di Stefano Baldini alla maratona dei Giochi olimpici del 2004: in quell'occasione il Kallimarmaron ospitò anche le gare di tiro con l'arco. E nello stesso anno la nazionale di calcio, che aveva appena vinto clamorosamente gli Europei, fu festeggiata qui.
Ma non tutti sanno che, esattamente quarantadue anni fa - era infatti un 4 aprile -, l'antico stadio situato a fianco dei giardini nazionali fu teatro della finale della Coppa delle Coppe di pallacanestro tra l'AEK Atene e lo Slavia Praga. Un evento che, è proprio il caso di dire, è rimasto scolpito nella memoria degli sportivi greci.
Il destino ha voluto che questa ricorrenza avvenisse in occasione della domenica della Pasqua ortodossa, una festività che i greci vivono in maniera più calorosa rispetto al Natale. E allora, Χρόνια πολλά a tutti i miei lettori.
Il destino ha voluto che questa ricorrenza avvenisse in occasione della domenica della Pasqua ortodossa, una festività che i greci vivono in maniera più calorosa rispetto al Natale. E allora, Χρόνια πολλά a tutti i miei lettori.
giovedì 12 novembre 2009
L'Atalanta, dalla B all'Europa

Possibile che una squadra di calcio possa retrocedere dalla massima serie del proprio paese e, l'anno successivo, partecipare nientemeno che ad una coppa europea? Possibilissimo. Per partecipare alla defunta Coppa delle Coppe, infatti, era necessario vincere la propria coppa nazionale, indipendentemente dai risultati conseguiti in campionato.
Ed è proprio quello che accadde, nella stagione 1986-87, all'Atalanta: la squadra bergamasca fu relegata in serie B ma, nel contempo, arrivò in finale di Coppa Italia. Qui fu sconfitta dal Napoli di Maradona, fresco vincitore dello scudetto: i partenopei avrebbero partecipato alla Coppa dei Campioni. L'Italia, però, avrebbe dovuto comunque iscrivere una propria squadra alla Coppa delle Coppe. E così, come da regolamento, il diritto di partecipazione passò dal Napoli campione d'Italia all'Atalanta retrocessa. Gli orobici, tuttavia, non recitarono il ruolo di rincalzo e si fermarono alle porte della finale. In questo articolo, pubblicato sul sito SportVintage, vengono ripercorse tutte le tappe di quella magnifica cavalcata.
Buona lettura a tutti.
Simone
lunedì 9 novembre 2009
Il gol che fece scricchiolare il muro
Oggi, 9 novembre, è una data particolarmente importante nella millenaria storia dell'uomo. Per la Germania, in particolare, il 9 novembre ha una duplice valenza. Fu il giorno in cui, nel lontano 1918, fu ufficialmente proclamata la Repubblica di Weimar: era la prima forma di governo repubblicana in un territorio che, fino alla sconfitta patita durante la Prima Guerra Mondiale, era stato sotto il dominio di un imperatore.Ma è un altro 9 novembre ad essere letteralmente scolpito nella memoria dei tedeschi e di una larga porzione di mondo: nel 1989 venne abbattuto il Muro di Berlino. Un evento, questo sì, davvero epocale: assieme a quella barriera in cemento che ha tagliato la città per 28 anni crollò anche l'Unione Sovietica e, con essa, il comunismo nell'Est Europa.
Oggi, 9 novembre, ricorre dunque il ventesimo anniversario della caduta del Berliner Mauer. Come è già accaduto - e come accadrà in seguito - nel recente passato, intendo celebrare a modo mio la ricorrenza. Ovvero raccontando un episodio che intreccia sport, storia e tanto altro ancora...
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giovedì 29 ottobre 2009
L'epopea del Nottingham Forest
Quando, lo scorso maggio, aprii questo blog, non avrei immaginato che in breve tempo mi avrebbe aperto altre porte. Poco più di due settimane fa, sono stato contattato da Giuseppe, direttore responsabile del sito www.sportvintage.it. Ha letteralmente pescato il mio blog nella sconfinata rete di Internet e mi ha proposto una collaborazione con il suo sito che racconta storie dello sport del tempo che fu: ho accettato ben volentieri ed il seguente articolo segna l'inizio di questa collaborazione. Ho iniziato da una storia che mi ha sempre affascinato e che ho avuto modo di approfondire grazie alla stesura di questo articolo: la grande epopea del Nottingham Forest, una modesta squadra della serie B inglese che in tre anni arriverà a vincere nientemeno che la prestigiosa Coppa dei Campioni. Potete trovarlo qui: buona lettura a tutti gli internauti.
Simone
Simone
sabato 19 settembre 2009
Cenerentola danza l'ultimo ballo - 2
(continua da - 1)
La final four. Da una parte si scontrano le principali candidate alla vittoria finale (Houston e Louiseville), dall'altra si giocano un posto per la finalissima due autentiche rivelazioni come North Carolina State e la matricola Georgia, al primo anno di partecipazione al torneo NCAA.
Nella prima semifinale i "Phi Slama Jama", espressione coniata da Thomas Bonk dello Houston Post, battono i "Doctors of Dunk" con il risultato di 94-81: entrambe le squadre sciorinano una pallacanestro molto offensiva, entrambe brillano nel gioco aereo. Non a caso Houston è chiamata la "confraternita della schiacciata", mentre Louisville schiera i "dottori della schiacciata": i texani ne mettono a segno tredici, gli avversari si fermano a quota sei.
venerdì 18 settembre 2009
Cenerentola danza l'ultimo ballo - 1
Tranquilli, non sono impazzito. Il titolo di questo post è assolutamente fuorviante: il sottoscritto non ha deciso di dedicarsi, improvvisamente, ai cartoni animati di Walt Disney (per quanto siano pellicole che hanno scandito gli anni della mia infanzia e che, quando capita, rivedo in preda alla nostalgia).
Si tratta di una frase coniata da alcuni giornali statunitensi per raccontare quella che oltre l'Atlantico viene ricordata come la più grande sorpresa nella storia dello sport americano: la vittoria di North Carolina State nel torneo NCAA - ovvero il più importante campionato nazionale di pallacanestro dedicato ai college - del 1983.
Ma il post odierno è una storia nella storia: a margine della grande impresa di North Carolina State c'è, infatti, quella del suo leggendario allenatore.
venerdì 26 giugno 2009
Coloni battono Madrepatria 1-0
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| Foto www.zimbio.com |
Prima pagina sui principali quotidiani nazionali, persino sul "New York Times", da sempre restio a scrivere di quello sport per signorine chiamato soccer: la grande impresa della nazionale di Bob Bradley contro la Spagna nella semifinale della Confederations Cup sembra aver ricordato agli statunitensi che esiste anche il calcio, nel loro Paese.
La storica testata della Grande Mela ha paragonato l'emozione suscitata dalla vittoria di Donovan e compagni sulla Spagna a quella provata per il trionfo degli Usa nello storico incontro di hockey su ghiaccio alle Olimpiadi invernali di Lake Placid: gli americani, capitanati da Mike Eruzione, sconfissero la favorita Urss con una squadra composta da giocatori universitari e dilettanti, dando vita al celebre "Miracolo sul ghiaccio".
Senza sconfinare dall'ambito calcistico, mi piacerebbe ricordare ai lettori di questo blog un'altra impresa storica, forse ancora più carica di significati...
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