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sabato 16 aprile 2011

Intervista a Maurizio Compagnoni


E due! Dopo l'intervista radiofonica ad Alfredo Provenzali, ecco quella televisiva a Maurizio Compagnoni, uno dei telecronisti di punta di Sky Sport. Avevo conosciuto Maurizio qualche anno fa, a Viareggio, nel corso di una cena: si ricordava di me e anche di quell'evento, organizzato da quella mente "diabolica" del mitico Dj Tore. Anche Compagnoni, come il sopraccitato collega di "Tutto il calcio minuto per minuto", è intervenuto all'incontro sul giornalismo sportivo al Festival di Perugia, improvvisando peraltro un simpaticissimo siparietto con Pierluigi Pardo, telecronista di Mediaset Premium che è stato molto disponibile verso la giovane platea. Un vero onore, anche se devo ammettere che difficilmente la televisione sarà il mio campo: non ho molta esperienza, e poi non credo che la mia voce si presti bene per questo tipo di mezzo di comunicazione. Rimane, però, la soddisfazione. E che soddisfazione...


Intervista ad Alfredo Provenzali



Succede anche questo. Capita che, al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, dove sono volontario per il terzo anno consecutivo, il sottoscritto abbia l'onore, è proprio il caso di dire, di intervistare uno dei più grandi del giornalismo sportivo italiano: Alfredo Provenzali.

Voce storica della trasmissione radiofonica "Tutto il calcio minuto per minuto", è intervenuto all'incontro dal titolo "Clamoroso al Cibali" e dedicato al cambiamento del linguaggio del giornalismo sportivo nel corso del tempo e attraverso i vari mezzi di comunicazione.

L'intervista a Provenzali la potete ascoltare sul sito web di Reset Radio, la web radio ufficiale del Festival del giornalismo. Un po' per inesperienza, un po' per l'emozione, la mia voce non sarà delle migliori. Le risposte di Provenzali, invece, sono come i suoi interventi dagli studi di Saxa Rubra: timbro di voce chiaro e inconfondibile, italiano lineare e corretto. Buon ascolto a tutti. E linea allo studio.

martedì 11 maggio 2010

Calcio, media e potere - 3


Il brano che leggerete qui sotto è tratto da quello che ritengo la Bibbia del mio ideale di giornalismo sportivo: "Calcio e potere", opera del giornalista britannico Simon Kuper. Scritto a metà degli anni Novanta, al termine di un lungo girovagare in Europa, Africa e Sud America, è un libro che - come sintetizza il titolo - spiega alla perfezione i molteplici intrecci che possono esserci tra il calcio ed il potere, sia esso religioso, politico o militare. Pubblicato in Italia solamente tre anni fa, per merito della ISBN Edizioni, "Calcio e potere" è stato soggetto a parziali modifiche in tempi recenti e, per l'edizione italiana, è stato aggiunto il capitolo che andrete a leggere qua sotto. E che, molto semplicemente, s'intitola "Berlusconi".


giovedì 22 aprile 2010

Intervista ad Oliviero Beha


"Eccoti...ti cercavo...mi servi proprio tu". Così parlò Fabrizio. E così iniziò il mio secondo Festival internazionale del giornalismo di Perugia nelle vesti di volontario. Appena arrivato e subito un incarico di fiducia: l'intervista ad Oliviero Beha per la web-tv del Festival.

Si fa presto a dire: intervista Beha. Personaggio "anti" per definizione, spazia da un argomento all'altro. E, per quanto la forma possa non piacere a tutti, per quanto tenda a ripetere la formula "Ve l'avevo detto io...", Beha non è mai banale, anzi, spesso va controcorrente o scava laddove molti preferiscono fermarsi alla superficie. Seguono poco meno di dieci minuti di chiacchierata a tutto tondo sul calcio, sui suoi rapporti con il potere e con l'informazione.

L'augurio, come sempre, è che siano di vostro gradimento. E un ringraziamento a Fabrizio e Massimo della web-tv per aver pensato a me.

venerdì 22 gennaio 2010

Calcio, media e potere - 2


Seconda parte del capitolo che Franklin Foer ha dedicato, nel suo libro "Come il calcio spiega il mondo - Teoria improbabile sulla globalizzazione", alle cosiddette "nuove oligarchie" del calcio e, nello specifico, al rapporto di Silvio Berlusconi con lo sport più amato dagli italiani.
Scritto nel 2003, questo libro sembra mantenere la stessa forza, la stessa aderenza alla realtà contemporenea di otto anni fa. Intanto, allora come oggi il primo ministro italiano era la medesima persona: Silvio Berlusconi. E, già allora, l'opposizione non sembrava in grado di contrastare il suo potere e di proporsi agli italiani come valida alternativa al centrodestra. Mi verrebbe da dire che la validità del libro di Foer sta proprio qui: non è la classica opera che attacca frontalmente il premier, finendo (paradossalmente) per magnificarlo anziché scalfirne l'immagine, ma un'analisi lucida sulla realtà italiana. E, consentitemelo, una bella risposta a chi considera il giornalismo sportivo figlio di un Dio minore.


giovedì 21 gennaio 2010

Calcio, media e potere - 1


Non so voi, ma quando mi imbatto nelle critiche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi leggo, quasi sempre, dei suoi guai giudiziari, dei suoi tentativi di svuotare la democrazia in Italia, dei reati caduti in prescrizione. Quasi mai, invece, mi è capitato di trovare qualche articolo che si concentrasse su un aspetto rimasto molto ai margini di analisi e discussioni che, a mio avviso, è stato invece fondamentale per la sua ascesa al potere, per la creazione ed il mantenimento del consenso: il rapporto tra Silvio Berlusconi ed il calcio.
Era il gennaio 1994 quando, in televisione, annunciò trionfalmente la sua "discesa in campo" in politica, introducendo un linguaggio nuovo, semplice, diretto, che - a quanto pare - trovò terreno fertile in molti italiani appassionati di calcio e, tra questi, i tifosi del suo Milan. Già: inutile sottolineare come Berlusconi abbia saputo conquistare una buona fetta dell'elettorato grazie alla sua immagine di presidente vincente dei rossoneri, che in quegli anni conquistavano scudetti, Coppe dei Campioni e trofei vari.
Pochissimi, dicevo, si sono dedicati ad analizzare in maniera approfondita il fenomeno. Lo ha invece fatto Franklin Foer, giornalista americano che ha scritto qualche anno fa il libro "Come il calcio spiega il mondo - Teoria improbabile della globalizzazione". Lo ha fatto senza "tifare" per Berlusconi o contro Berlusconi, come - ahimé - gran parte della stampa e della politica italiana è ormai avvezza a fare. Lo ha fatto studiando e spiegando il caso con spirito critico e obiettività. Una lettura, quella del suo libro, che vi consiglio vivamente.