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sabato 26 dicembre 2015

Sheffield e il Boxing Day Massacre


Photo owlstalk.co.uk
Tu chiamale, se vuoi, tradizioni: addobbare albero e presepe l'8 dicembre di ogni anno, trascorrere la sera della vigilia sempre attorno allo stesso tavolo, scartare i regali allo scoccare della mezzanotte oppure aspettare la mattina successiva. Ma in Inghilterra il Natale si arricchisce di un ulteriore rituale, il Boxing Day: quel giorno si distribuiscono gli avanzi di un pranzo luculliano, inscatolati, ai bisognosi. e soprattutto si torna a tifare per la squadra del cuore, quasi fosse un sabato o una domenica qualsiasi.

Di là dalla Manica usa così: la mattina di Natale tutti a tavola con i famigliari, il giorno successivo meglio il verde del campo di gioco che quello dell'albero di Natale. Una tradizione nata nel lontano 1860, quando Hallam Football Club e Sheffield Football Club si sfidarono sul campo di Sandygate. 119 anni dopo, sono altre due squadre a far palpitare gli sportivi della città delle acciaierie.

venerdì 9 ottobre 2015

USA-Messico, rivalità di frontiera



L'hanno già definito, forse con un pizzico di esagerazione, "the most important non-World Cup match in ages" nella storia della rivalità tra Stati Uniti e Messico. Ed effettivamente l'incrocio di sabato prossimo, per quanto privo del pathos suscitato da una partita ai Mondiali, non è minimamente assimilabile a una semplice amichevole. Perché sul prato del "Rose Bowl" di Pasadena le nazionali dei due Paesi confinanti duelleranno per afferrare la CONCACAF Cup e qualificarsi per la Confederations Cup che fungerà da prodromo ai Mondiali in Russia. Sarà la sessantaseiesima volta che statunitensi e messicani si sfideranno correndo dietro un pallone da calcio. E il clima sarà particolarmente torrido: si giocherà in California, in passato contesa tra i due Paesi, sotto gli occhi di oltre 90mila tifosi e l'ex calciatore Landon Donovan ha pubblicamente chiesto la testa del ct Jürgen Klinsmann in caso di sconfitta.

Dimenticatevi la finissima sabbia delle spiagge caraibiche, le impervie foreste canadesi, le monumentali piramidi Maya negli staterelli stretti nella morsa tra i due grandi continenti: nel calcio la geografia dell'America settentrionale e centrale è (quasi esclusivamente) un affare tra Stati Uniti e Messico.

lunedì 26 marzo 2012

La rabbia e l'orgoglio


Photo source: Dailyrecord.co.uk

 Rispolverare il titolo di un libro, peraltro assai controverso, di Oriana Fallaci per parlare di sport, forse, può apparire esagerato, addirittura fuorviante. Eppure la rabbia e l'orgoglio sono protagoniste della storia che voglio raccontare oggi. Anzi, è pure presente l'aspetto religioso, filo conduttore della sopracitata opera della Fallaci.

Sport e religione. Due parole che, in campo calcistico, si possono tradurre con altrettanti nomi: Celtic e Rangers. Il derby di Glasgow è forse una delle stracittadine più affascinanti, ma anche più inquietanti, nella geografia del pallone. Celtic e Rangers, separate da una rivalità feroce, sono i due club più titolati del calcio scozzese ed assieme contano 96 scudetti in 115 campionati: l'ultima volta in cui lo scudetto è stato vinto da una squadra che non fosse
glaswegian risale al 1985, quando trionfò l'Aberdeen allenata da Alex Ferguson.

venerdì 23 marzo 2012

Atene brucia, stavolta allo stadio


Eh no, noi ancora non ci siamo arresi, e forse mai lo faremo. L'amico e collega Damiano Benzoni, con il quale ho condiviso gioie e dolori nell'esperienza di "Pianeta Sport", ha recentemente aperto un blog intitolato "Dinamo Babel". La Babele in questione è la moltitudine di sport che verranno trattati, manco a dirlo, tenendo conto delle varie implicazioni politiche, sociali e culturali.

Qualcuno di voi avrà probabilmente saputo dei violenti scontri che, domenica scorsa, hanno funestato il derby ateniese tra Panathinaikos e Olympiakos. Memore dei miei sei mesi spesi ad Atene e della mia passione per tutto quel che riguarda la Grecia, Damiano mi ha chiesto di scrivere un contributo su quanto accaduto.


lunedì 26 dicembre 2011

La storia ha inizio da noi - 8


Oggi è un giorno speciale. Certo, è Santo Stefano, dunque è giorno di festa. Per gli amanti del calcio, il 26 dicembre dovrebbe essere un giorno da doppio circoletto rosso sul calendario. Come tradizione vuole, in Inghilterra si gioca regolarmente il campionato. Fu proprio in occasione di un Boxing Day che si giocò una partita destinata a divenire storica.

Photo: Neil Theasby

venerdì 12 novembre 2010

Le grandi rivalità: Viareggio vs Lucchese


Della serie: unire l'utile al dilettevole. Come avrete visto, negli ultimi tempi ho scritto poco su questo blog. Non che prima scrivessi tutti i giorni. Adesso, però, sto viaggiando alla media di un articolo al mese. Un po' pochino, sì. Ma, d'altro canto, incalzano gli impegni. Con "Il Tirreno". Con "Pianeta Sport", il cui terzo numero uscirà a breve. E anche con Sport Versilia, portale gestito dall'amico e collega Gabriele Noli che ha finito per coinvolgermi pure in questa avventura. 

Domenica qui a Viareggio ci sarà una partita molto attesa: il derby con la Lucchese. Non potevo non cogliere l'occasione per aggiungere anche questo personalissimo capitolo alla rubrica "Le grandi rivalità". Un capitolo particolarmente denso e corposo: su Sport Versilia ho pubblicato sei diversi articoli riguardo al derby. Un vero e proprio lavorone che, però, combacia perfettamente con lo spirito di questo blog. 

Trovate il canonico bilancio dei precedenti, ma anche un resoconto più dettagliato di due partite passate alla storia - quella del 2 maggio 1920, che diede vita alle "Tre giornate rosse di Viareggio" e lo spareggio di Livorno del 28 maggio 1933 -, un bilancio dei confronti in campionato. E poi tante, appassionanti storie. Quelle di coloro che hanno vestito entrambe le maglie e hanno vissuto il derby sia sulla sponda bianconera, sia su quella rossonera. Quelle di tutti quei viareggini che, per uno strano scherzo del destino, hanno giocato nella Lucchese ma mai nel Viareggio. E, come sempre, non mancherà un breve profilo delle due squadre.

domenica 21 marzo 2010

Le grandi rivalità: Panathinaikos vs Olympiakos



La mamma (delle battaglie) è sempre la mamma (delle battaglie). Lo sanno bene anche ad Atene, dove oggi va in scena il derby per antonomasia: Panathinaikos-Olympiakos. Come accade spesso ad altre latitudini, non è una partita qualsiasi, né la si può ridurre al mero aspetto calcistico.


Al pari di altre squadre - non solo della capitale - Panathinaikos ed Olympiakos sono infatti due polisportive e, dunque, la loro rivalità trova radici anche nella pallacanestro, nella pallavolo, persino nella pallanuoto, e si intreccia con aspetti sociali e politici. Sono, altresì, le prime due squadre in Grecia per numero di tifosi, le più titolate, quelle che si sono spartite il maggior numero di campionati nazionali, lasciando letteralmente le briciole alle altre contendenti. 

Non è un caso, dunque, che i greci chiamino la sfida Ντέρμπι των αιωνίων αντιπάλων ("Derby degli eterni rivali") o, per l'appunto, Μητέρα των μαχών ("Madre delle battaglie"). Quella che andrà in scena oggi allo stadio olimpico di Atene è la partita numero 173 nell'ambito di campionato e coppa nazionale: per il Panathinaikos è una sorta di finale, dal momento che viaggia al primo posto con cinque punti di vantaggio sul Paok Salonicco e sette sugli eterni rivali. 

Sono passati sei anni dall'ultimo scudetto ed i verdi cercheranno la vittoria a tutti i costi: non è un caso che tutti i biglietti siano andati esauriti nel breve volgere di pochissime ore. Ma i cugini del Pireo non saranno certo restii ad abdicare dopo cinque anni di titoli nazionali, specialmente se il designato erede al trono è proprio il Panathinaikos.

sabato 16 maggio 2009

Le grandi rivalità: CSKA Sofia vs Levski Sofia


E adesso non crediate che, dopo i giorni trascorsi a Sofia, la Bulgaria sia diventata il nuovo centro del mio mondo: prima o poi avrei comunque aperto questa nuova categoria ("Le grandi rivalità"). 

Diciamo che lo spunto per iniziare mi è stato offerto dal mio ultimo viaggio in quella che un tempo si chiamava Tracia: proprio il giorno del nostro arrivo, infatti, si giocava il derby di Sofia tra le due principali squadre della città, e dell'intero paese, ovvero CSKA e Levski. 

Ne approfitto, dunque, per introdurre l'argomento delle grandi rivalità calcistiche partendo dalla stracittadina della capitale bulgara: rivalità che vanno oltre il semplice aspetto sportivo e che contemplano anche ragioni sociali e culturali.