lunedì 5 dicembre 2011

La storia ha inizio da noi - 7


Se è vero, come dicono Simon Kuper e Stefan Szymanski nel loro libro "Calcionomica", che gli anni Ottanta sono stati il periodo più buio per il calcio inglese, è altrettanto vero che lo Sheffield Football Club non ne rimase immune. Detto dell'iscrizione alla neonata Northern Counties League nel 1982, la società inizia ad accusare i cambiamenti in essere nel mondo del calcio.

Gli anni Ottanta, infatti, sono la decade che accompagnerà il pallone nel periodo che lo stravolgerà definitivamente, con la televisione che sarà sempre più invasiva e con gli stipendi dei calciatori che subiranno un'impennata paurosa. Cambiamenti epocali sono in atto pure nella società britannica: il settore secondario è in crisi, come dimostrano lo sciopero dei minatori e le condizioni proibitive di alcuni settori trainanti dell'industria di Sua Maestà.

Anche il comparto dell'acciaio che fece la fortuna di Sheffield è in declino: la produzione è in calo, nella prima metà degli anni Settanta la disoccupazione ha subìto un aumento del 16,7% e nel decennio successivo si registreranno oltre 18mila licenziamenti nella sola Don Valley. Non è forse un caso che, in concomitanza con la crisi delle acciaierie, United e Wednesday si ritrovino ad annaspare nella terza e, addirittura, nella quarta divisione del calcio inglese.

Quanto allo Sheffield Football Club, il vero problema sono le spese di manutenzione della società, in costante ascesa. Nel 1988 la squadra non può più permettersi di giocare nel campo sportivo di Abbeydale Park e dopo oltre sessanta anni trasloca nuovamente. Il club trova dimora a Hillsborough Park, a pochi passi dalla casa dello Sheffield Wednesday che, l'anno successivo, diverrà il triste scenario della più grande tragedia calcistica della storia d'Inghilterra.

Ma la permanenza nella periferia settentrionale della città è breve: altre difficoltà emergono immediatamente e tre anni dopo lo Sheffield emigra verso Oriente. Qui sorge il nuovissimo Don Valley Stadium: costruito in occasione delle Universiadi del 1991 e costato 29 milioni di sterline ai contribuenti locali, è un impianto pensato principalmente per l'atletica leggera. Trascorrono altri tre inverni e lo Sheffield è costretto a cambiare nuovamente casa: è il campo sportivo di Owlerton a dare ospitalità agli incontri casalinghi della squadra.

Sembra che la società abbia trovato la sua sistemazione definitiva. Ma non sarà così: le spese ammontano ormai a 30mila sterline l'anno e pensare di sopravvivere con gli incassi delle partite è pura utopia. 

Nell'aprile 2001, nonostante le difficoltà economiche, la dirigenza dello Sheffield compie un significativo passo in avanti, acquistando il Coach and Horses Pub, con tanto di appezzamenti adiacenti, a Dronfield, nella contea del Derbyshire. Sorgerà qui il nuovo stadio dello Sheffield Football Club, il primo interamente di proprietà della società.

Si entra così nel nuovo millennio, con una serie di nuove sfide che attendono la squadra più vecchia che il calcio possa vantare. Innanzitutto arrivano un prestigioso riconoscimento ufficiale: è il 2004 quando la FIFA, in occasione del suo centenario, istituisce un'edizione speciale del suo Ordine del Merito, il massimo riconoscimento che viene assegnato dall'organo mondiale del calcio. Solo due squadre ricevono il premio e lo Sheffield United si ritrova in compagnia del Real Madrid. 

E poi arrivano i festeggiamenti per i 150 anni. A fare gli onori è addirittura Pelé, che arriva in città per partecipare ai vari eventi in calendario: tra questi c'è anche l'amichevole di lusso contro la Primavera dell'Inter, rinforzata dalla presenza di Marco Materazzi. 

La partita si gioca a Bramall Lane, al cospetto di più di 18mila spettatori: avaro di contenuti tecnici, l'incontro si chiude con la facile vittoria dei nerazzurri per 5-2. Tra i giovanotti dell'Inter si fa notare un ragazzo di colore, nato in Italia da genitori ghanesi e poi dato in affidamento a una famiglia lombarda: il suo nome è Mario Balotelli, ha da poco compiuto 17 anni. Pochi mesi dopo conquisterà definitivamente il posto nella prima squadra allenata da Roberto Mancini dopo aver trascinato i compagni della Primavera alla conquista del Torneo di Viareggio.

I guai, però, non sono ancora finiti. Risale infatti allo scorso maggio la notizia della messa all'asta attraverso Sotheby's di alcuni pezzi pregiati del patrimonio della società. Tra questi c'è anche un celebre documento,  l'insieme delle regole del gioco del calcio - tutte scritte a mano - stabilite dallo Sheffield Football Club. L'asta si tiene a luglio ed il prezioso libricino viene acquistato per 881mila e 250 sterline. Un manoscritto, un pezzo di storia che se ne va. E che abbandona chi quella storia l'ha scritta per davvero.

(7 - continua)

Fonti:
"World's oldest football rulebook auctioned for £881,250", BBC South Yorkshire, 14/07/2011

Angrisani B., "Sheffield FC per vivere mette all'asta i suoi gioielli", Corriere dello Sport, 06/05/2011
Clarebrough D. e Kirkham A., "Sheffield - The Home of Football", The Hallamshire Press, 2009
Farnsworth K., "Sheffield Football: A History - Volume 1 1857-1961", The Hallamshire Press, 1995
Hutton, S., Curry G., Goodman P., "Sheffield Football Club: 150 years of Football", At Heart, 2007
Murphy B., "From Sheffield with Love", SportsBooks, 2007
Steele J.A., "The countrymen - The story of Hallam Football Club", 1989

1 commento:

  1. Leggo dall'albergo siusi allo sciliar https://www.hotelflorian.it/it.html

    RispondiElimina