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martedì 9 agosto 2016

Pallanuoto e Olimpiadi: Olivér Halassy


Se si parla di atleti paralimpici, il primo nome a solleticare la mente è di sicuro Oscar Pistorius. Che, al di là della vicenda giudiziaria che lo vede protagonista in negativo, è salito agli onori delle cronache per aver gareggiato contro quattrocentometristi normodotati ai Giochi di Londra. Assai prima di lui, però, un altro amputato aveva compiuto un’impresa simile. Di più: Olivér Halassy ha vinto medaglie d’oro nella pallanuoto quando le Paraolimpiadi avevano ancora da venire.

La sfortuna infierisce su Halassy, nato in realtà con il cognome Haltmayer, già in tenera età: nato nel 1909 a Budapest, a otto anni rimane coinvolto in un brutto incidente stradale. Perde parte della gamba sotto il ginocchio sinistro, non la voglia e la forza di andare avanti cimentandosi nello sport. Il giovane Olivér rimane affascinato dalla pallanuoto e si affilia all’Újpest, polisportiva dell’omonima circoscrizione della capitale ungherese dove è nato.

lunedì 1 agosto 2016

Pallanuoto e Olimpiadi: il Brasile ai Giochi del 1932



L’Ungheria sta alla pallanuoto come il Brasile sta al calcio. Un’equazione che nessuno oserebbe mai tentare di confutare dando una sbirciata ai trofei vinti e, in particolare, ai titoli olimpici dei magiari (nove) e a quelli mondiali dei sudamericani (cinque). E se provassimo a invertire gli sport? Gli ungheresi conobbero il loro momento di gloria negli anni Cinquanta con la leggendaria Aranycsapat di Puskás, Kocsis, Czibor e Hidegkuti. Il Brasile, invece, nella pallanuoto è sempre rimasto intrappolato in una sorta di limbo: troppo forte rispetto alle altre nazionali dell’America Latina, troppo debole per insidiare le corazzate europee. Soprattutto, detiene un poco invidiabile primato: a tutt’oggi è l’unica squadra ad essere stata squalificata dal torneo olimpico di pallanuoto.