"Fanciulli allo stadio" è il quarto capitolo delle "Cinque poesie sul gioco del calcio" che il poeta triestino Umberto Saba ha dedicato allo sport più amato dagli italiani.
Il componimento gioca su un contrasto: da una parte vi sono i calciatori che Saba guarda con disprezzo ("i superbi") poiché non si curano minimamente della presenza di alcuni fanciulli (gli "acerbi") che danno, appunto, il titolo alla poesia; dall'altra vi sono i fanciulli stessi, che rievocano a Saba gli anni dell'infanzia (i "miei giorni imberbi").
