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martedì 7 giugno 2011

Big in Japan


Sarò sincero: raramente mi è capitato di appassionarmi alla scrittura di un articolo come in questo caso. Un lungo, affascinante viaggio alla scoperta del calcio in Giappone, delle sue origini, del suo sviluppo, della sua crescita. Non lo nego: per anni le mie conoscenze calcistiche, riguardo al paese del Sol Levante, erano limitate a "Holly e Benji", comunemente a molti altri ragazzi della mia generazione.

E poi, un giorno, sbarcò in Italia un attaccante brevilineo, dagli occhi a mandorla, che si portò pure lo sponsor (Kenwood): era Kazu Miura, primo calciatore giapponese a militare nella Serie A italiana, acquistato dal Genoa. L'Estremo Oriente, da quel momento, non ci è più sembrato un mondo così remoto...

1. Le origini

2. Primi calci

3. L'epopea delle aziende

4. Yamato damashi

5. La J.League

6. A scuola di calcio

7. Tra alti e bassi

8. Ciliegi, marinai, orche e scoiattoli

9. Gary e i suoi fratelli


(Potete leggere l'articolo completo sul numero 4 di Pianeta Sport)

domenica 27 febbraio 2011

Il Nagoya sfida l'Italia


«Sonae areba urei nashi»: Se sei preparato bene, non c'è niente da temere. La saggezza di questo proverbio giapponese trova perfetta applicazione in materia calcistica nella squadra Under 18 del Nagoya Grampus, unica straniera rimasta in corsa alla "Viareggio Cup".

E proprio su queste basi, una mirata preparazione atletica ed una perfetta organizzazione tattica, i nipponici hanno costruito il loro miracolo: nel girone 9 dovevano confrontarsi con la scuola europea - e che scuola: il blasonato Milan, l'emergente Sassuolo ed i norvegesi, tutti da scoprire, dello Stabæk - ma, alla resa dei conti, l'allievo ha superato il maestro.