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giovedì 8 marzo 2018

Viareggio e la nazionale femminile di calcio



Dato che oggi è l'8 marzo, mi pare doveroso ricordare che mezzo secolo fa - per l'esattezza il 23 febbraio 1968 - la nazionale di calcio femminile dell'Italia giocava la sua prima partita in assoluto a Viareggio. Sì, avete letto bene: a Viareggio. 

Per la cronaca le azzurre superarono di misura la Cecoslovacchia (2-1) che pochi giorni dopo avrebbe poi festeggiato il trionfo del Dukla Praga alla Coppa Carnevale. 

E sempre per la cronaca fu a Viareggio che nacque l'11 marzo seguente la Federazione Italiana Calcio Femminile. Di lì a pochi mesi furono gettate le basi anche del primo campionato nazionale di calcio femminile, con dieci squadre suddivise in due gironi - Ambrosiana, Genova, Pro Loco Travo, Pro Viareggio e Real Torino da una parte, Cagliari, Giovani Viola, Lazio 2000, Napoli e Roma dall'altra. 

Un pezzo di storia cittadina, ma anche nazionale, che non dovremmo dimenticare.

lunedì 28 novembre 2011

La storia ha inizio da noi - 6


Nonostante la trasferta in America porti, indubbiamente, prestigio al calcio dilettantistico inglese, lo Sheffield Football Club rimane imprigionato in una sorta di limbo. Tutto ha avuto inizio da Creswick e Prest, è innegabile, ma la storia ha oramai imboccato un'altra direzione. Inutile negarlo: le attenzioni degli appassionati sono tutte per il calcio professionistico, i cui primi campionati vengono dominati dalle squadre delle ricche città industriali quali Birmingham, Liverpool, Preston e Sunderland.

domenica 1 maggio 2011

Lo scià di Persia



Ha vinto tutte le partite del torneo tranne una. Quella decisiva. Poco male: la qualificazione alla finalissima non era passata inosservata, sui quotidiani e sulle agenzie di stampa nazionali. Paolo Malara, ex ct del Settebello, guida la nazionale iraniana di pallanuoto maschile al secondo posto della terza FINA Water Polo Development Trophy, competizione riservata a dodici selezioni nazionali provenienti dall’Africa, dalle Americhe e dall’Asia. Dalle aree, insomma, in cui la pallanuoto non ha ancora raggiunto la notorietà acquisita in Europa ed in pochissimi altri paesi fuori del Vecchio Continente.



domenica 4 luglio 2010

United Soccer of America



C'è una frase di Beppe Severgnini, citata nel suo spassosissimo libro "Un italiano in America", che descrive alla perfezione quanto suoni sinistro accostare il nome degli USA a quello del calcio:


"L'assegnazione della Coppa del Mondo agli Stati Uniti si spiega soltanto con questo spirito missionario. Altrimenti, dovremmo concludere che è stato un atto di allegra follia, come organizzare le World series di baseball in Corsica ed il Superbowl in Ucraina". 

In effetti, soccer e States non sono mai andati particolarmente d'accordo: ci fu la NASL, è vero, con l'approdo di numerosi campioni europei - molti dei quali, però, ben avviati sul viale del tramonto - ma poi il giocattolo si ruppe. 



Poi, un bel giorno, gli americani si ritrovarono a festeggiare due volte nella medesima occasione: era il 4 luglio 1988, giorno dell'Independence Day, ed Henry Kissinger, ex segretario di stato e gran tifoso dei defunti New York Cosmos, annunciò l'assegnazione della Coppa del Mondo di calcio del 1994 agli Stati Uniti. Un evento storico, al quale i padroni di casa si presentarono così...

venerdì 11 giugno 2010

Argentina 78: vincere per occultare


Sentivate la mancanza del calcio, dopo la fine dei campionati e delle coppe europee? Tranquilli, da oggi la vostra fame verrà ampiamente saziata: in Sud Africa iniziano i Mondiali, i primi che si giocano nel Continente Nero.

Come sempre, tra le nazionali favorite figura l'Argentina, allenata da Diego Armando Maradona, che il Mondiale lo vinse da giocatore nel 1986. Il primo titolo dei sudamericani risale al 1978 e quel trionfo è uno dei tanti esempi dei molteplici intrecci tra sport e potere: la vittoria della nazionale argentina divenne il velo di Maya di schopenaueriana memoria per nascondere le malefatte della dittatura militare che all'epoca regnava nel paese.

Ripropongo oggi questa storia, esattamente come feci quattro anni fa in un altro mio blog, nel frattempo smantellato. Lo faccio sia perché la storia merita di essere raccontata anche qui, sia perché quattro anni fa fu l'Italia a laurearsi campione del mondo.

E allora, con la speranza che questo articolo - nel frattempo sottoposto a qualche piccola modifica - possa nuovamente portare fortuna agli azzurri, faccio a tutti i miei lettori l'augurio di un buon Mondiale.