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domenica 28 maggio 2017
#TottiDay: ricordi e considerazioni sul Pupone
Se mi dite 'Francesco Totti', il primo ricordo è un'immagine, ancor prima che una parola. Una foto, più precisamente. Era un giorno di metà settembre del 1994: grazie ai Mondiali negli Stati Uniti mi ero innamorato del calcio e con la Serie A appena iniziata la mia inusitata fame di pallone poteva essere ben saziata. A casa trovo una copia de Il Tirreno, il quotidiano locale che mio papà Riccardo comprava ogni mattina - e che, otto anni dopo, è diventato il giornale per il quale collaboro tuttora.
Salto subito alle pagine dello sport: a corredo del servizio su Roma-Foggia c'è uno scatto - rigorosamente in bianco e nero - che immortala il gol della squadra di casa. La difesa dei satanelli tenta disperatamente d'impedirlo, mentre l'attaccante avversario ha ancora la gamba sinistra ben stesa. È il primo gol in Serie A di tale Francesco Totti, talentuoso ragazzo uscito dal vivaio giallorosso: pochi mesi prima ha giocato dalle mie parti, al Torneo di Viareggio, segnando oltretutto con un magnifico pallonetto. Ma questo l'avrei scoperto negli anni a venire.
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venerdì 10 luglio 2015
Vanuatu-Micronesia 46-0: ma è davvero record?
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| Foto www.portmoresby2015.com |
L'eco delle imprese al contrario della giovanissima rappresentativa ha attraversato gli oceani ed è arrivato sino all'Europa. Suscitando ilarità, certamente. Ma mettendo a nudo anche il diverso approccio alla notizia da parte degli organi d'informazione italiani e inglesi.
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lunedì 5 settembre 2011
La Colombia e il complesso di Edipo
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| Photo: Futbolred.com |
Una volta mi hanno detto che in questo secolo ci sono stati tre soli grandi avvenimenti, in Colombia: lo scoppio de La Violencia nel 1948, la pubblicazione di 'Cent'anni di solitudine' nel 1967 e la sconfitta per 5-0 dell'Argentina per mano della nazionale colombiana nel 1993.
E sapete qual è la cosa peggiore? Che è tutto vero."
E sapete qual è la cosa peggiore? Che è tutto vero."
(Gabriel García Márquez)
Dici Argentina e Colombia e in un baleno la mente viaggia da sola, approdando a due mondi profondamente differenti. Da una parte trovi l'estremità meridionale di quello straordinario universo di colori, popoli, sapori e odori che è l'America Latina, sul versante opposto sorge quella che del continente è la porta principale, un lembo di terra aggrappato a Panamá, all'altra America.
Argentina-Colombia è una partita da mille scenari che non si riducono al campo di calcio: Argentina-Colombia "..es como decir el país de García Márquez y el país de Borges, la cumbia y el tango, el café y el bife de lomo, Valderrama y Maradona, el Batigol y El Tren, el calor y el frío, el Pacífico y el Atlántico..."
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lunedì 2 maggio 2011
Osama bin Gunners
Tutti lo conoscono come il leader di Al-Qāʿida, organizzazione terroristica responsabile degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti. Meno nutrita è la schiera di quanti sanno che, all’epoca dell’invasione sovietica in Afghanistan, è stato tra i beneficiari del denaro e delle armi che la CIA forniva ai mujāhidīn (ma Washington ha sempre smentito di averlo direttamente foraggiato).E non tutti sono a conoscenza del suo tifo per l’Arsenal di Londra, tanto più che i sostenitori dei Gunners gli dedicarono un coro poco dopo l’attentato alle Torri Gemelle. Nella notte è stata diffusa una notizia non proprio di poco conto: forze statunitensi hanno ucciso Osāma bin Lāden, il numero uno sulla lista dei nemici di Washington, nel suo rifugio di Abbottabad, in Pakistan.
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domenica 4 luglio 2010
United Soccer of America
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C'è una frase di Beppe Severgnini, citata nel suo spassosissimo libro "Un italiano in America", che descrive alla perfezione quanto suoni sinistro accostare il nome degli USA a quello del calcio:
"L'assegnazione della Coppa del Mondo agli Stati Uniti si spiega soltanto con questo spirito missionario. Altrimenti, dovremmo concludere che è stato un atto di allegra follia, come organizzare le World series di baseball in Corsica ed il Superbowl in Ucraina".
In effetti, soccer e States non sono mai andati particolarmente d'accordo: ci fu la NASL, è vero, con l'approdo di numerosi campioni europei - molti dei quali, però, ben avviati sul viale del tramonto - ma poi il giocattolo si ruppe.
Poi, un bel giorno, gli americani si ritrovarono a festeggiare due volte nella medesima occasione: era il 4 luglio 1988, giorno dell'Independence Day, ed Henry Kissinger, ex segretario di stato e gran tifoso dei defunti New York Cosmos, annunciò l'assegnazione della Coppa del Mondo di calcio del 1994 agli Stati Uniti. Un evento storico, al quale i padroni di casa si presentarono così...
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giovedì 24 dicembre 2009
Stelle (del calcio) di natale
"A Natale siamo tutti più buoni". Lo pensano anche a Milano in via Turati, alla sede del Milan, in quel lontano 1992. In una città che, pochi mesi prima, è stata bruscamente scossa dallo scoppio dello scandalo di Tangentopoli, i dirigenti rossoneri decidono di coniugare il calcio alla solidarietà. Nasce così l'idea di disputare un'amichevole con fini di beneficenza, invitando una selezione di campioni stranieri, molti dei quali provenienti dalla serie A italiana. Proprio perché l'incontro avrà luogo nel periodo natalizio, con l'intento di aiutare i bisognosi, l'avversario avrà un nome all'altezza della situazione: Christmas Stars.
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giovedì 22 ottobre 2009
Goodwill Games, le Olimpiadi della distensione - 2
La storia ha poi scombussolato i piani dell'imprenditore-filantropo: pochi mesi prima è caduto il muro a Berlino. Pare che i Goodwill Games non abbiano più ragion di esistere.
Venuti meno le motivazioni a partecipare e l'obbligo di obbedire agli ordini dei rispettivi governi, sono gli atleti stessi dell'Est europeo a declinare personalmente l'invito di Turner. Tuttavia, i Goodwill Games resistono e continuano ad essere una manifestazione sportiva di grande rilievo: vengono trasmessi in 81 paesi, oltre 1.100 giornalisti sono inviati a Seattle.
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martedì 5 maggio 2009
Hristo santo

"Esistono solamente due Cristi.Uno è in paradiso, l'altro gioca nel Barcellona"
Il viaggio che mi appresto a fare in Bulgaria - so che non mi crederete, ma è roba seria - mi ha offerto lo spunto per parlare di uno dei miei giocatori preferiti in assoluto. Uno che ho avuto la possibilità di ammirare con indosso la maglia della mia squadra del cuore, nella quale non lasciò tuttavia grandi tracce: Hristo Stoichkov.
Le sue caratteristiche principali? Era un giocatore veloce nel dribbling e capace di accelerazioni impressionanti, dotato di una precisione chirurgica sui calci di punizione ma anche di un temperamento fin troppo aggressivo sul campo di gioco, che lo portava a ripetuti battibecchi con avversari e direttori di gara.
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