giovedì 22 aprile 2010

Intervista ad Oliviero Beha


"Eccoti...ti cercavo...mi servi proprio tu". Così parlò Fabrizio. E così iniziò il mio secondo Festival internazionale del giornalismo di Perugia nelle vesti di volontario. Appena arrivato e subito un incarico di fiducia: l'intervista ad Oliviero Beha per la web-tv del Festival.

Si fa presto a dire: intervista Beha. Personaggio "anti" per definizione, spazia da un argomento all'altro. E, per quanto la forma possa non piacere a tutti, per quanto tenda a ripetere la formula "Ve l'avevo detto io...", Beha non è mai banale, anzi, spesso va controcorrente o scava laddove molti preferiscono fermarsi alla superficie. Seguono poco meno di dieci minuti di chiacchierata a tutto tondo sul calcio, sui suoi rapporti con il potere e con l'informazione.

L'augurio, come sempre, è che siano di vostro gradimento. E un ringraziamento a Fabrizio e Massimo della web-tv per aver pensato a me.

mercoledì 14 aprile 2010

Ad un passo dal sogno



Oggi è un giorno speciale per Quevilly, cittadina francese di poco più di 22mila abitanti situata nell'Alta Normandia. La locale squadra di calcio affronterà stasera, a Caen, il blasonato Paris Saint Germain nella semifinale della Coppa di Francia. 

Fin qui niente di sensazionale, se non fosse che l'Us Quevilly è una squadra che milita nel Championnat de France Amateur, quarta divisione francese. I gialloneri, che possono contare su due soli elementi che si sono affacciati al calcio professionistico, hanno eliminato nel corso del loro cammino due club di Ligue 1, il massimo campionato transalpino, ovvero Rennes e Boulogne. 

E stasera affronteranno il Paris Saint Germain, con la speranza di centrare nuovamente la finalissima della coppa nazionale dopo esserci già riusciti nel lontano 1927, roba da preistoria.

La favola del Quevilly mi riporta alla mente un'altra storica impresa: correva l'anno 2000 e la Francia si sarebbe apprestata a vincere l'Europeo in Olanda e Belgio, bissando così il trionfo mondiale di due anni prima. La vittoria dei bleus venne preceduta dall'insolita finale della coppa nazionale tra il Nantes ed il Calais, squadra che militava in CFA proprio come il Quevilly oggi. Composto perlopiù da impiegati, insegnanti ed operai, l'undici giallorossonero fu l'autentica sorpresa di quella edizione della Coppa di Francia. Proprio come potrebbe esserla, a dieci anni di distanza, il Quevilly...

domenica 4 aprile 2010

Un'impresa scolpita nel marmo



Tra i luoghi d'interesse che sto scoprendo qui ad Atene non poteva certo mancare - da appassionato sportivo quale sono - il Kallimarmaron, ovvero l'antico stadio Panathinaiko, interamente costruito in marmo: costruito nel 560 a.C. per celebrare i Giochi Panatenaici e rimasto sepolto per numerosi secoli, venne riscoperto nel 1870 e ristrutturato in occasione dei primi Giochi Olimpici dell'era moderna, quelli di Atene del 1896. 

Gli italiani lo ricorderanno sicuramente per il trionfale arrivo di Stefano Baldini alla maratona dei Giochi olimpici del 2004: in quell'occasione il Kallimarmaron ospitò anche le gare di tiro con l'arco. E nello stesso anno la nazionale di calcio, che aveva appena vinto clamorosamente gli Europei, fu festeggiata qui. 


Ma non tutti sanno che, esattamente quarantadue anni fa - era infatti un 4 aprile -, l'antico stadio situato a fianco dei giardini nazionali fu teatro della finale della Coppa delle Coppe di pallacanestro tra l'AEK Atene e lo Slavia Praga. Un evento che, è proprio il caso di dire, è rimasto scolpito nella memoria degli sportivi greci.

Il destino ha voluto che questa ricorrenza avvenisse in occasione della domenica della Pasqua ortodossa, una festività che i greci vivono in maniera più calorosa rispetto al Natale. E allora, Χρόνια πολλά a tutti i miei lettori.

domenica 21 marzo 2010

Le grandi rivalità: Panathinaikos vs Olympiakos



La mamma (delle battaglie) è sempre la mamma (delle battaglie). Lo sanno bene anche ad Atene, dove oggi va in scena il derby per antonomasia: Panathinaikos-Olympiakos. Come accade spesso ad altre latitudini, non è una partita qualsiasi, né la si può ridurre al mero aspetto calcistico.


Al pari di altre squadre - non solo della capitale - Panathinaikos ed Olympiakos sono infatti due polisportive e, dunque, la loro rivalità trova radici anche nella pallacanestro, nella pallavolo, persino nella pallanuoto, e si intreccia con aspetti sociali e politici. Sono, altresì, le prime due squadre in Grecia per numero di tifosi, le più titolate, quelle che si sono spartite il maggior numero di campionati nazionali, lasciando letteralmente le briciole alle altre contendenti. 

Non è un caso, dunque, che i greci chiamino la sfida Ντέρμπι των αιωνίων αντιπάλων ("Derby degli eterni rivali") o, per l'appunto, Μητέρα των μαχών ("Madre delle battaglie"). Quella che andrà in scena oggi allo stadio olimpico di Atene è la partita numero 173 nell'ambito di campionato e coppa nazionale: per il Panathinaikos è una sorta di finale, dal momento che viaggia al primo posto con cinque punti di vantaggio sul Paok Salonicco e sette sugli eterni rivali. 

Sono passati sei anni dall'ultimo scudetto ed i verdi cercheranno la vittoria a tutti i costi: non è un caso che tutti i biglietti siano andati esauriti nel breve volgere di pochissime ore. Ma i cugini del Pireo non saranno certo restii ad abdicare dopo cinque anni di titoli nazionali, specialmente se il designato erede al trono è proprio il Panathinaikos.

domenica 7 febbraio 2010

Il torneo di Viareggio - 6



Il nuovo millennio. Trascurando per un attimo i trionfi ottenuti, in successione, da Empoli, Milan ed Inter, merita spendere più di una buona parola sulla cinquantaquattresima edizione. Si gioca, infatti, pochi mesi dopo l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001: mentre gli Stati Uniti e la NATO invadono l'Afghanistan, da Viareggio e dal suo torneo giunge un messaggio di pace con la contemporanea partecipazione di una squadra israeliana (il Maccabi Haifa), di una palestinese (l'Arab Jerusalem) ed infine di una selezione di italoamericani di New York. Il dispiegamento di forze dell'ordine è inevitabilmente massiccio, si temono possibili attentati ed anche il Carnevale stesso viene considerato un obiettivo sensibile. Non succede nulla, se non che i giovani calciatori provenienti dal tumultuoso Medio Oriente trovano momentaneamente pace dai missili che volano sopra i loro paesi: non a caso, infatti, nel corso degli anni successivi, il Maccabi Haifa sarà puntualmente ospite del Torneo. 

sabato 6 febbraio 2010

Il torneo di Viareggio - 5



Anni ’90: l’avvento delle provinciali. L’edizione che fa da preludio a Italia '90 vede trionfare per la prima volta una cosiddetta “provinciale”, estranea cioè all’ambita casta delle società più blasonate del calcio italiano: si tratta del Cesena di Lamberto Zauli. Per la prima volta, inoltre, il Torneo vede la partecipazione di ben ventiquattro squadre, suddivise in otto gironi all’italiana da tre. Tra gli stranieri, nello Yomiuri Verdy Kawasaki Tokyo c’è un brasiliano che spicca in mezzo a tanti giovani calciatori con gli occhi a mandorla: il suo nome è Marcio Dos Santos Amoroso e sarà tra i protagonisti della serie A italiana con le maglie di Udinese, Parma e Milan.

venerdì 5 febbraio 2010

Il torneo di Viareggio - 4



Anni ’80: presenze illustri. Il decennio che si concluderà con la fine dell'Unione Sovietica e che segnerà l'avanzata della destra conservatrice negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna si apre con qualche veleno di troppo per il calcio italiano: le società di serie A e B, infatti, votano contro la libera circolazione dei giocatori stranieri in Europa. E, proprio pochi giorni prima dell’epilogo della Coppa Carnevale, scoppia lo scandalo relativo al calcio-scommesse che porta all’arresto di numerosi giocatori. Il consolidato torneo viareggino non sembra, però, risentire di queste vicende e continua ad ampliare i propri confini: nel 1983 anche l’Africa approda nel salotto buono del calcio giovanile internazionale con la formazione dell'Algeri. Nello stesso anno fanno la loro comparsa due prestigiose scuole calcistiche sudamericane, quella cilena (Santiago) e, soprattutto, quella brasiliana (Palmeiras). Nel 1989 tocca poi anche al Giappone, rappresentato dal Tōkyō.


giovedì 4 febbraio 2010

Il torneo di Viareggio - 3



Anni ’70: il vento dell'Est. Il periodo che coincide con l’avvento del calcio totale si apre nel segno del Dukla di Praga, vincitore del trofeo per tre volte nell'arco del decennio. Terza squadra della capitale cecoslovacca dopo Sparta e Slavia, si presenta con una caratteristica maglia color amaranto con maniche gialle, resa successivamente nota da una canzone della band inglese Half Man Half Biscuit ("All I want for Christmas is a Dukla Prague away kit"). Ispirato al nome di un villaggio situato alla frontiera tra l’odierna Slovacchia e la Polonia, teatro di una delle più sanguinose battaglie della Seconda Guerra Mondiale, il Dukla diviene ben presto una delle squadre più celebri e temute del Torneo: su alcuni dei suoi giocatori, particolarmente prestanti sul piano fisico, nascono infatti dei sospetti circa l'età anagrafica, a causa di certe calvizie fin troppo precoci.