Visualizzazione post con etichetta 1974. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1974. Mostra tutti i post

domenica 11 febbraio 2018

Sport e Carnevale di Viareggio: il ciclismo



È stata ribattezzata la “città delle occasioni perse”, Viareggio, e non c'è da stupirsi del poco invidiabile appellativo: specialmente nello sport s’è perso il conto degli eventi nati in riva al Tirreno che hanno via via alzato bandiera bianca. Eppure una competizione ormai defunta è ritornata in vita: in concomitanza con il secondo corso mascherato Burlamacco ha riabbracciato il Trofeo Ondina, gara per gli amanti della bicicletta che tra gli anni Ottanta e Novanta arrivò a totalizzare quasi venti edizioni. Merito dell’Acsi, che ha affiancato alle classiche categorie amatoriali le specialità paralimpiche e la nuova disciplina a scatto fisso.

martedì 4 agosto 2015

Il grande Górski


Foto leniarski.blox.pl/
Robert Lewandowski, Grzegorz Krychowiak, Kamil Glik, Wojciech Szczęsny: una bella nidiata di talenti fa (ben) sperare i calciofili polacchi di vedere i Biało-czerwoni - i "biancorossi", soprannome affibbiato alla nazionale - risollevarsi dall'anonimato e tornare ad essere una squadra temibile. 

Le qualificazioni agli Europei del 2016 sembrano legittimare un simile ottimismo: la Polonia è alla guida del Girone D con 14 punti, uno in più della Germania campione del mondo clamorosamente sconfitta con due reti di scarto lo scorso ottobre a Varsavia. Dopo la delusione dell'ultimo Europeo, dove i polacchi sono usciti miseramente al primo turno pur giocando sul suolo natio, arrivare in Francia a non rimediar figuracce è una giusta ambizione. 

Ma forse, con il dovuto rispetto ai selezionatori alternatisi in questi anni sulla panchina biancorossa, quello che manca alla nazionale e all'intero movimento è forse un erede del più carismatico e influente tra gli allenatori polacchi: Kazimierz Górski.

lunedì 9 novembre 2009

Il gol che fece scricchiolare il muro


Oggi, 9 novembre, è una data particolarmente importante nella millenaria storia dell'uomo. Per la Germania, in particolare, il 9 novembre ha una duplice valenza. Fu il giorno in cui, nel lontano 1918, fu ufficialmente proclamata la Repubblica di Weimar: era la prima forma di governo repubblicana in un territorio che, fino alla sconfitta patita durante la Prima Guerra Mondiale, era stato sotto il dominio di un imperatore.

Ma è un altro 9 novembre ad essere letteralmente scolpito nella memoria dei tedeschi e di una larga porzione di mondo: nel 1989 venne abbattuto il Muro di Berlino. Un evento, questo sì, davvero epocale: assieme a quella barriera in cemento che ha tagliato la città per 28 anni crollò anche l'Unione Sovietica e, con essa, il comunismo nell'Est Europa. 

Oggi, 9 novembre, ricorre dunque il ventesimo anniversario della caduta del Berliner Mauer. Come è già accaduto - e come accadrà in seguito - nel recente passato, intendo celebrare a modo mio la ricorrenza. Ovvero raccontando un episodio che intreccia sport, storia e tanto altro ancora...

venerdì 11 settembre 2009

L'attaccante che non salutava Pinochet


http://footballjourney1.blogspot.com
Oggi è l'11 settembre e, com'era prevedibile, è piuttosto nutrita la schiera di coloro che ricordano - giustamente - l'ottavo anniversario degli attentati al World Trade Center di New York: 2974 persone hanno pagato con la loro pelle l'odio che gli Stati Uniti hanno seminato dopo anni ed anni di politiche estere all'insegna dell'imperialismo (a tal riguardo suggerisco la lettura di "Perché ci odiano?" del giornalista Paolo Barnard) e che, con l'attacco alle Torri Gemelle, si è ritorto contro loro stessi. 

Com'era altrettanto prevedibile, meno spazio è stato dedicato dai media ad un'altra triste ricorrenza: l'11 settembre del 1973 il generale Augusto Pinochet, con la compiacenza degli Stati Uniti, prendeva il potere in Cile con un golpe militare nel corso del quale morì il presidente della Repubblica, democraticamente eletto tre anni prima, Salvador Allende. 

Quel giorno i golpisti circondarono e sganciarono le bombe sulla Moneda, il palazzo presidenziale, con dei caccia Hawker Hunter fabbricati nel Regno Unito: si aprì in questo modo una delle pagine più tristi nella storia del Cile e del Sud America. Il coinvolgimento diretto degli Usa nell'operazione militare non è mai stato provato (qui trovate un interessante dossier al riguardo), tuttavia l'allora presidente Nixon e, soprattutto, il segretario di Stato Kissinger non nascosero la loro avversione al governo di Allende, una sorta di "incubo socialista". Nello stesso anno Kissinger venne insignito di un discutibile premio Nobel per la pace.

Anche io voglio ricordare, a modo mio, l'11 settembre "dimenticato". Con una storia che intreccia lo sport - il calcio, in questo caso - e la politica: è la storia di Carlos Humberto Caszely Garrido, per lungo tempo miglior marcatore nella storia della Nazionale cilena, e di un incontro per le qualificazioni ai Mondiali a dir poco surreale.