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venerdì 22 giugno 2018

Storie mondiali: la maglia della Mano de Dios


La rivincita sul campo di calcio tra argentini e inglesi dopo la guerra delle isole Falkland – o, se preferite, Malvinas. La mano de Dios propiziata da un colpo di genio (secondo gli ammiratori di Diego Armando Maradona) o da una furbata tipica del personaggio (a detta, invece, dei detrattori). Il gol più bello mai ammirato in uno stadio – e qui siamo tutti d’accordo. 

Argentina-Inghilterra, quarto di finale dei Mondiali messicani del 1986, è passata ai posteri per i motivi sopra elencati. 

Eppure c’è una bizzarra storia ai più sconosciuta legata alla partita che consacrò Maradona in tutte le sue sfaccettature – quella della maglia azzurra indossata proprio dallo scugnizzo argentino e dai suoi compagni di squadra.

giovedì 17 dicembre 2009

Il portiere di Siviglia


Dopo la grande epopea del Nottingham Forest e la straordinaria cavalcata dell'Atalanta nella Coppa delle Coppe 1988, ecco il terzo articolo che ho preparato per il sito www.sportvintage.it: si tratta della storia di Helmuth Duckadam, portiere rumeno di origini tedesche. 

Nel 1986 fu lui a regalare la Coppa dei Campioni alla Steaua Bucarest: nella finale di Siviglia neutralizzò tutti e quattro i rigori calciati dal Barcellona. Sembrava l''inizio di una carriera luminosa, ma il destino - è proprio il caso di dire - ci mise la sua mano.

"Il portiere di Siviglia", che potete leggere qui, racconta dunque la sua storia. Una storia, come tutte quelle narrate nel mio blog, a suo modo (stra)ordinaria. Con l'augurio, naturalmente, che possiate trovarla di vostro piacimento. 

Qui sotto trovate un video che riassume la grande impresa compiuta da Duckadam.



mercoledì 21 ottobre 2009

Goodwill Games, le Olimpiadi della distensione - 1


Non è stato semplicemente un confronto a distanza, peraltro mai sfociato nel conflitto bellico, tra due grandi paesi, tra due potenze economiche. Bensì tra due mondi, due grandi ideologie del Novecento, due sistemi economici contrapposti (capitalismo e statalismo). 

La guerra fredda tra Urss e Usa - citate in ordine rigorosamente alfabetico - ha segnato in maniera inesorabile la seconda metà del secolo scorso, almeno fino alla caduta del muro di Berlino ed al conseguente crollo del sistema sovietico, e si sviluppò anche in ambito militare, spaziale, tecnologico. 


Non solo: ogni volta che atleti delle due nazioni si affrontavano, la competizione trascendeva dal suo mero significato sportivo. Così è stato nell'atletica leggera, nelle discipline natatorie, nella pallacanestro, negli sport invernali. 



Eppure ci fu chi, ispirandosi ai suoi valori universali e alla sua funzione di unificatore delle nazioni, si adoperò per ridurre le distanze tra quei due mondi così vicini geograficamente, separati appena appena dallo stretto di Bering, eppure così lontani per cultura, ideologia, politica economica...