martedì 25 gennaio 2011

C'est magnifique!


Non mi capita spesso di scrivere, su questo spazio libero, biografie di giocatori in attività o che si sono ritirati. Sapete, non è facile. Non è facile scovare un calciatore mediamente famoso e, allo stesso tempo, con una storia personale ancora da raccontare. Questa sezione, quella dei "Grandi campioni", è nata prima di tutto per celebrare coloro che, dalla tenera età all'adolescenza, e passando per gli anni della maturità (o presunta tale...), sono i miei campioni preferiti. 


Ma dando corda al proprio istinto, alle proprie emozioni, al proprio cuore si finirebbe per cadere nella banalità: se io volessi tracciare un profilo di Maradona, di Pelé, di Cruijff correrei il serio rischio di scrivere righe su righe che non aggiungerebbero nulla di nuovo a quanto già si sa. Meglio, allora, gettarsi altrove. Su calciatori di indiscusso valore e che, tuttavia, non sono mai stati reclamizzati a sufficienza, almeno quanto avrebbero meritato. 



Oggi è la volta di un giocatore del quale mi innamorai dodici anni fa, guardando una carrellata delle sue reti più belle. Lui è francese ed è stato apprezzato nel Regno Unito, dai calciatori inglesi, dai giornalisti inglesi. Persino dalle inglesi. A mio modesto parere, è stato il calciatore francese più talentuoso degli anni Novanta, ancor più di Cantona, meno tecnico ma più carismatico, altrettanto geniale e forse maggiormente sregolato. Lui è David Ginola. E giocava magnificamente.

giovedì 13 gennaio 2011

I magnifici sette



Quando, agli inizi degli anni Novanta, la nazionale di pallanuoto maschile vinceva più o meno tutto quello che c’era da vincere, la stampa riportò in auge un soprannome che, nel corso degli anni, è tornato ad essere di uso corrente: Settebello.

Fu coniato, in verità, per i giocatori della Rari Nantes Napoli che erano soliti ingannare l'attesa per le partite giocando a carte. E poi fu esteso alla nazionale, complice il fatto che a pallanuoto una squadra titolare è composta, effettivamente, da sette uomini.

martedì 7 dicembre 2010

Quel trionfo danese, tra fiaba e tragedia


Volendo fare della retorica, la si potrebbe definire una moderna fiaba di Hans Christian Andersen in chiave calcistica. Eppure la clamorosa vittoria della Danimarca agli Europei di calcio del 1992 ebbe un prologo assai drammatico. E, contrariamente alla consuetudine dei racconti fiabeschi, nessun lieto fine.

La formula degli Europei - che si giocano in Svezia - prevede per l'ultima volta la fase finale a otto squadre: tra queste c’è anche la Jugoslavia, prima nel girone di qualificazione con un punto di vantaggio sulla Danimarca. Ma succede l’irreparabile: scoppia la guerra nei Balcani, da cui la Jugoslavia uscirà a pezzi, smembrata, fino a cessare di esistere come nazione unita. Non ci sono le condizioni per andare agli Europei.

lunedì 29 novembre 2010

Derby al 38° parallelo



Come ormai avrà capito chi segue costantemente i passi del mio blog, o come avranno intuito quanti si imbattono casualmente nella lettura dei miei articoli, raramente seguo l'attualità e preferisco ripescare aneddoti e, per l'appunto, storie più datati. O meglio, l'attualità diventa a volte un'occasione per affondare poi le radici nel passato e, soprattutto, per mescolare calcio e politica. 

La cronaca recente mi ha offerto uno spunto davvero interessante: da giorni si parla, infatti, di una possibile guerra nucleare tra la Corea del Nord e la Corea del Sud. Proprio sessanta anni fa - era il 1950 - i due paesi si scontrarono in un'aspra guerra di tre anni conclusasi con 4 milioni di vittime, tra popolazione civile e militari, e soprattutto con un armistizio che è rimasto un semplice e mai attuato pezzo di carta. 

Ufficialmente, infatti, le due Coree sono ancora in stato di guerra ed in questi sessanta anni il rapporto ha conosciuto numerosi alti e bassi: la situazione è tornata a farsi tesa una settimana fa, quando la Corea del Nord ha bombardato l'isola di Yŏnp'yŏng causando la morte di due marines USA e di due civili. 

Un attacco che ha scatenato dure reazioni in tutto il mondo e al quale la Corea del Sud ha risposto con l'invio di una squadriglia di alcuni F16 che hanno aperto il fuoco. E pensare che, sei mesi fa, erano stati riaperti i negoziati di pace...

domenica 21 novembre 2010

Morte nel pomeriggio


Foto Simone Pierotti

Come avrete sicuramente letto sui quotidiani negli ultimi giorni, l'Irlanda sta attraversando una gravissima crisi che ha investito la sua economia e ha minato la stabilità del suo sistema bancario: a quanto pare, tra i paesi che giungeranno in soccorso di Dublino, ci sarà anche il Regno Unito, stando alle dichiarazioni del ministro delle finanze britannico George Osborne. 

È quantomento singolare che tutto questo succeda nelle immediate vicinanze di una ricorrenza significativa per il popolo irlandese: esattamente novanta anni fa - era il 21 novembre 1920 - un gesto di violenza civile macchiava di sangue la guerra per l'indipendenza irlandese da Londra. Passato alla storia come "Bloody Sunday", precedente ai fatti di Londonderry del 1972 citati anche dagli U2 in un loro celebre brano, l'episodio viene narrato anche all'interno del film "Michael Collins", del quale suggerisco la visione. Un episodio che vede tristemente protagonista anche lo sport e lo stadio Croke Park di Dublino, ritratto qua a fianco, come tragico scenario.


venerdì 12 novembre 2010

Le grandi rivalità: Viareggio vs Lucchese


Della serie: unire l'utile al dilettevole. Come avrete visto, negli ultimi tempi ho scritto poco su questo blog. Non che prima scrivessi tutti i giorni. Adesso, però, sto viaggiando alla media di un articolo al mese. Un po' pochino, sì. Ma, d'altro canto, incalzano gli impegni. Con "Il Tirreno". Con "Pianeta Sport", il cui terzo numero uscirà a breve. E anche con Sport Versilia, portale gestito dall'amico e collega Gabriele Noli che ha finito per coinvolgermi pure in questa avventura. 

Domenica qui a Viareggio ci sarà una partita molto attesa: il derby con la Lucchese. Non potevo non cogliere l'occasione per aggiungere anche questo personalissimo capitolo alla rubrica "Le grandi rivalità". Un capitolo particolarmente denso e corposo: su Sport Versilia ho pubblicato sei diversi articoli riguardo al derby. Un vero e proprio lavorone che, però, combacia perfettamente con lo spirito di questo blog. 

Trovate il canonico bilancio dei precedenti, ma anche un resoconto più dettagliato di due partite passate alla storia - quella del 2 maggio 1920, che diede vita alle "Tre giornate rosse di Viareggio" e lo spareggio di Livorno del 28 maggio 1933 -, un bilancio dei confronti in campionato. E poi tante, appassionanti storie. Quelle di coloro che hanno vestito entrambe le maglie e hanno vissuto il derby sia sulla sponda bianconera, sia su quella rossonera. Quelle di tutti quei viareggini che, per uno strano scherzo del destino, hanno giocato nella Lucchese ma mai nel Viareggio. E, come sempre, non mancherà un breve profilo delle due squadre.

domenica 17 ottobre 2010

America sotto smacco



Alle volte è strano come lo sport possa chiarire dubbi che altre discipline non riescono proprio a sciogliere. Ad esempio, la Russia non fa parte dell'Unione Europea eppure, culturalmente, avrebbe qualcosa da condividere più con il Vecchio Continente che non con gli altri paesi asiatici. Si pensi, ad esempio, alla religione, ortodossa e dunque cristiana. Si pensi, ad esempio, allo sport: squadre russe - ma anche armene, azere, georgiane - partecipano alle competizioni sportive europee. 

Ciò vale anche per Israele. Tant'è che il Maccabi Tel Aviv di basket maschile è stata la prima squadra europea a sconfiggere, in amichevole, una franchigia della NBA. Successe in terra israeliana l'8 settembre del 1978, ma quella vittoria di misura non fu mai riconosciuta ufficialmente dagli americani. Ventisette anni dopo, la vendetta stava per essere servita...