sabato 16 maggio 2009

Le grandi rivalità: CSKA Sofia vs Levski Sofia


E adesso non crediate che, dopo i giorni trascorsi a Sofia, la Bulgaria sia diventata il nuovo centro del mio mondo: prima o poi avrei comunque aperto questa nuova categoria ("Le grandi rivalità"). 

Diciamo che lo spunto per iniziare mi è stato offerto dal mio ultimo viaggio in quella che un tempo si chiamava Tracia: proprio il giorno del nostro arrivo, infatti, si giocava il derby di Sofia tra le due principali squadre della città, e dell'intero paese, ovvero CSKA e Levski. 

Ne approfitto, dunque, per introdurre l'argomento delle grandi rivalità calcistiche partendo dalla stracittadina della capitale bulgara: rivalità che vanno oltre il semplice aspetto sportivo e che contemplano anche ragioni sociali e culturali.

Lo chiamano Вечното дерби, il derby eterno. E non è considerata solamente la partita per antonomasia in Bulgaria: è uno dei derby più sentiti dell'intera area balcanica. CSKA e Levski sono le principali squadre di Sofia e dell'intero paese, ed anche quelle che vantano il maggior numero di titoli nella propria bacheca: 31 scudetti l'undici dell'Armata Rossa, 25 campionati e 26 coppe nazionali (record) per la squadra che, con il suo nome, onora la memoria dell'eroe nazionale bulgaro.

Il CSKA Sofia viene fondato il 5 maggio 1948, in seguito ad un accordo tra due squadre della capitale (Septemvri e Chavdar), con il nome di battesimo di Septemvri pri CDV: il primo incontro ufficiale si svolge il 19 maggio, contro lo Slavia Sofia, e si conclude con un pareggio, mentre a fine stagione il primo anno di vita viene festeggiato con la conquista dello scudetto ai danni dei futuri eterni rivali del Levski.

Nel 1954 ha inizio un ciclo vincente per il CSKA, che si aggiudica ben nove titoli consecutivi: in quel periodo allo stadio "Balgarska Armia" vengono esposte gigantografie di Stalin e Georgi Dimitrov (il più famoso leader comunista in Bulgaria) e per molti fu un dato evidente di come il regime riuscisse a dar lustro ad una squadra di calcio attraverso l'intento di glorificare il comunismo.

Come in molti altri paesi del blocco sovietico, il CSKA era la polisportiva delle forze armate: la sua tifoseria, proveniente in gran parte dagli ambienti intellettuali, era schierata su posizioni di sinistra e rappresentava la parte benestante del paese.

Il Levski Sofia vede invece la luce qualche anno prima, nel 1911, su iniziativa di un gruppo di studenti della Seconda scuola superiore maschile di Sofia, dove il calcio era lo sport più praticato: l'atto di nascita ufficiale, però, è datato 1914. Arriva da uno dei fondatori, Boris Vasilev, la proposta di chiamare la squadra con il nome di Vasil Levski, eroe e rivoluzionario che recitò un ruolo da protagonista nella liberazione della Bulgaria dalla dominazione ottomana. 

Nel 1933 conquista il suo primo scudetto e negli anni successivi si impone come uno dei club più vincenti e popolari della Bulgaria. Con la nascita del CSKA, però, la sua supremazia inizia ad essere offuscata. A partire dal 1949, poi, le autorità cambiano la denominazione in Dinamo Sofia, seguendo una pratica comune a tutti i paesi sotto l'influenza sovietica (e Stalin divenne presidente onorario della squadra): quel nome che faceva riecheggiare le gesta di un rivoluzionario proprio non piaceva all'establishment comunista.

Diversamente dal CSKA, la tifoseria del Levski raccoglieva le fasce sociali meno abbienti, provenienti dalle periferie di Sofia e schierate su posizioni di destra. Tuttavia, specialmente in seguito alla scomparsa dell'Unione Sovietica, questa distinzione è andata scemando e le due tifoserie oggigiorno sono diventate piuttosto trasversali sia per estrazione sociale che per appartenenza ideologica. 

Non per questo, però, mancano momenti di tensione e di scontri, persino in ambito internazionale: basti pensare a quanto successo lo scorso ottobre, in occasione dell'incontro Bulgaria-Italia valevole per le qualificazioni ai Mondiali, quando alcuni ultras del Levski si sono coalizzati con i tifosi neofascisti italiani rendendosi protagonisti di una rissa con sostenitori del CSKA in un bar di Sofia.

I confronti. Quella disputatasi durante il mio soggiorno in Bulgaria è stata la 169a partita tra CSKA e Levski: il Levski è l'unica squadra ad essere in vantaggio in tutti i confronti diretti con gli altri club calcistici della capitale. Nel caso del "derby eterno" il Levski conduce con 73 vittorie, a fronte di 44 pareggi e di 52 successi del CSKA, con ben 260 gol segnati e 219 subiti. 

Nel corso della storia i Blues si sono inoltre aggiudicati numerosi incontri con un ampio scarto di reti: meritano una citazione il 7-2 del 17 novembre 1968 ed il più recente 7-1 inflitto il 23 settembre 1994. E' inoltre tradizione che il derby venga giocato in campo neutro, allo stadio nazionale "Vasil Levski": tuttavia, dopo il 1989 si decise di farlo disputare nei rispettivi stadi delle due squadre e così è stato fino a pochi anni fa.

Se si parla di confronto tra CSKA e Levski, non si può non citare la storica finale della Coppa nazionale del 1985: sul campo vinse di misura (2-1) la squadra dell'Armata Rossa e giocatori di entrambe le squadre accesero una violenta rissa. Del caso se ne occupò direttamente il comitato centrale del Partito Comunista Bulgaro: le due squadre furono sciolte e vennero iscritte al campionato dell'anno successivo sotto un'altra denominazione - il CSKA in Sredets ed il Levski, che qualche anno prima si era fuso con lo Spartak Sofia ed era passato sotto il controllo del Ministero degli interni, in Vitosha -, mentre ai calciatori coinvolti fu proibito di scendere in campo per lungo tempo.

Dopo un anno, però, arrivò l'amnistia e gli squalificati poterono riprendere a giocare: tra questi vi erano anche Hristo Stoičkov, Borislav Mikhailov e Plamen Nikolov, tra i protagonisti del quarto posto della Bulgaria a USA 94, ed Emil Velev, attuale allenatore del Levski.


Fonti:

5 commenti:

  1. Da non sottovalutare nemmeno il triangolo ateniese Aek-Olympiakos-Panathinaikos! Durante un derby tra le ultime due mi trovavo in Grecia a circa 3 km, dallo stadio del Panathinaikos, non hai idea di quello che sia successo, forse lo sai, ma delle scene così non si sono mai viste! Ricordo che un quotidiano greco il giorno dopo titolava a tutta pagina "Ena-Ena ta zoa!"...

    Jacopo82

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  2. Se ti interessa saperlo, ci sto lavorando su.
    Mi ricordo che mi accennasti qualcosa, forse adesso sarebbe il caso di qualche racconto più approfondito, che ne dici? ;)

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  3. perfetto! l' unica cosa che non riesco a trovare immagini di quel derby...

    Jacopo82

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  4. complimenti un bel pezzo sportivo...
    sembra leggere bruno roghi o emilio de martino..
    complimenti ancora..io che sono anziano mi
    ricordo di asparukof forte centravanti morto
    prematuramente in un incidente automobilstico..
    che per0 non so in quale squadra di sofia giocasse.saluti roberto

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  5. Caro Roberto,
    ti ringrazio davvero per le belle parole che hai speso sul mio articolo. Il paragone con Bruno Roghi mi sembra fin troppo esagerato, comunque sia stai tranquillo che me lo prendo tutto.
    Adesso che sono ad Atene conto di pubblicare a breve un articolo su un'altra storica rivalità. Continua a seguirmi.
    Saluti,
    Simone

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