venerdì 21 maggio 2010

Calcio, media e potere - 4

Francamente, mi è ancora piuttosto arduo capire come mai certi intellettuali - o presunti tali - abbiano sempre snobbato il calcio e lo sport in generale. Eppure, specialmente nel primo caso, si tratta di fenomeni molto popolari, al punto che, nel corso della storia, più di un regime ha tentato di utilizzare le discipline sportive per fini di propaganda. O, semplicemente, anche per distogliere l'attenzione del popolo dai problemi reali. 

Fortunatamente, un grande scrittore come Eduardo Galeano non ha assunto questo snobismo e, anzi, ha regalato ai suoi lettori molti racconti inerenti al calcio. Ed il suo "Splendori e miserie del gioco del calcio" è esattamente una raccolta di varie storie di calcio. Non poteva mancare qualche richiamo a Silvio Berlusconi e all'uso che ha saputo fare del suo ruolo di presidente del Milan. Galeano racconta, peraltro, un aneddoto: pare che l'attuale premier italiano avesse imposto un nuovo inno, "Milan nei nostri cuori", perché era convinto che il tradizionale "Milan Milan" esercitasse un'influenza negativa sui giocatori rossoneri...


martedì 11 maggio 2010

Calcio, media e potere - 3


Il brano che leggerete qui sotto è tratto da quello che ritengo la Bibbia del mio ideale di giornalismo sportivo: "Calcio e potere", opera del giornalista britannico Simon Kuper. Scritto a metà degli anni Novanta, al termine di un lungo girovagare in Europa, Africa e Sud America, è un libro che - come sintetizza il titolo - spiega alla perfezione i molteplici intrecci che possono esserci tra il calcio ed il potere, sia esso religioso, politico o militare. Pubblicato in Italia solamente tre anni fa, per merito della ISBN Edizioni, "Calcio e potere" è stato soggetto a parziali modifiche in tempi recenti e, per l'edizione italiana, è stato aggiunto il capitolo che andrete a leggere qua sotto. E che, molto semplicemente, s'intitola "Berlusconi".


domenica 2 maggio 2010

E Viareggio si tinse di rosso


Oggi racconto lo storico derby tra Viareggio e Lucchese del 2 maggio 1920, quello in cui perse la vita il guardalinee Augusto Morganti e da cui scaturì una sollevazione popolare nota come le "tre giornate rosse di Viareggio": fu il primo morto in Italia per una partita di calcio. 

L'articolo che leggerete qua sotto non è farina del mio sacco, ma porta la (prestigiosa) firma di Mario Tobino, noto scrittore e psichiatra viareggino scomparso nel 1991. Il resoconto di Viareggio-Lucchese è tratto dal suo libro "Sulla spiaggia e di là dal molo".