lunedì 13 settembre 2010

Calcio e poesia: "Fanciulli allo stadio"


"Fanciulli allo stadio" è il quarto capitolo delle "Cinque poesie sul gioco del calcio" che il poeta triestino Umberto Saba ha dedicato allo sport più amato dagli italiani.

Il componimento gioca su un contrasto: da una parte vi sono i calciatori che Saba guarda con disprezzo ("i superbi") poiché non si curano minimamente della 
presenza di alcuni fanciulli (gli "acerbi") che danno, appunto, il titolo alla poesia; dall'altra vi sono i fanciulli stessi, che rievocano a Saba gli anni dell'infanzia (i "miei giorni imberbi").


FANCIULLI ALLO STADIO

Galletto
è alla voce il fanciullo; estrosi amori
con quella, e crucci, acutamente incide.

Ai confini del campo una bandiera
sventola solitaria su un muretto.
Su quello alzati, nei riposi, a gara
cari nomi lanciavano i fanciulli,
ad uno ad uno, come frecce. Vive
in me l'immagine lieta; a un ricordo
si sposa - a sera - dei miei giorni imberbi.

Odiosi di tanto eran superbi
passavano là sotto i calciatori.
Tutto vedevano, e non quegli acerbi.

(da "Il canzoniere" - vol. III, "Parole" 1933-34)

3 commenti:

  1. vaffanculo pezzi di merda mi serve l'analisi del testo con metafore rime ed ecc. andate a morire andate al diavolo stronzi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    1. si ha ragione pezzi di merda vaffanculo a tutti voi merdosi stronzi

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  2. si è vero ha ragione pezzi di merda vaffanculo a tutti voi stronzi

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