martedì 14 settembre 2010

Saba e il calcio in versi - 5


La saga di poesie che Saba - perdonate la tremenda allitterazione... - ha dedicato al gioco del calcio si conclude con il componimento più conosciuto, perché ricorre  su gran parte dei libri di testo scolastici.

Non a caso la critica considera "Goal!" - questo il nome della poesia - la più scolastica ed accademica tra le cinque, quella dove emerge in misura minore, a detta di alcuni, la grande verve letteraria di Saba.

La poesia si apre con l'immagine di un portiere che ha appena subito una rete: per la vergogna cela il suo volto sul manto erboso per sottrarsi al fascio di "amara luce" che illumina la sua sconfitta personale. Mentre un compagno di squadra tenta invano di rialzarlo, sia con le parole che con la mano, la tifoseria avversaria esulta e gli spalti sembrano quasi non riuscire a contenere l'entusiasmo della folla.

E mentre i giocatori circondano l'autore della marcatura, dall'altra parte del campo c'è il loro portiere. Egli rimane da solo, ma solo in senso fisico: la sua anima, infatti, è come se fosse una figura in carne ed ossa che, in quel momento, sta abbracciando il compagno di squadra che ha segnato. "Della festa - egli dice - anche io son parte".

Chiudo questo viaggio tra le poesie di Saba sul gioco del calcio con un video in cui il poeta stesso recita i componimenti che ho riportato su queste pagine. 

lunedì 13 settembre 2010

Saba e il calcio in versi - 4


"Fanciulli allo stadio" è il quarto capitolo dei versi che il poeta triestino ha dedicato allo sport più amato dagli italiani.

Il componimento gioca su un contrasto: da una parte vi sono i calciatori che Saba guarda con disprezzo ("i superbi") poiché non si curano minimamente della
presenza di alcuni fanciulli (gli "acerbi") che danno, appunto, il titolo alla poesia; dall'altra vi sono i fanciulli stessi, che rievocano a Saba gli anni dell'infanzia (i "miei giorni imberbi").

domenica 12 settembre 2010

Saba e il calcio in versi - 3


Dopo "Squadra paesana" e "Tre momenti", oggi è la volta di "Tredicesima partita", terzo capitolo delle poesie che Umberto Saba ha dedicato al calcio ed alla Triestina.

Questo componimento nasce da un aneddoto: a leggerlo oggi, vien quasi naturale sorridere e guardare ad esso quasi fosse circondato da un alone di romanticismo e di nostalgia. Pare, infatti, che Saba andò a Padova ad assistere ad una partita di calcio assieme alla figlia: i tifosi euganei capiscono che i due, pur non parlando il dialetto locale, stanno facendo il tifo per la squadra veneta.

E così, in segno di riconoscimento, regalano un mazzetto di fiori alla figlia di Saba: lo stesso poeta, quasi a volersi sdebitare, avrebbe dunque dedicato questa terza poesia proprio a loro.

Saba narra di una partita che si sta giocando all'imbrunire e questa immagine non ha fatto che riportarmi alla mente i tempi in cui, da bambino, andavo a giocare a pallone con i compagni di scuola tra gli alberi della pineta, ai campetti al "pattinaggio" oppure sulla strada asfaltata, con sfide infinite che si protraevano sino a quando "non faceva buio".

In seconda battuta, è poi presente un forte sentimento di condivisione che unisce tutti gli spettatori ("Piaceva essere così pochi intirizziti uniti"), al quale Saba pone particolare enfasi isolando non a caso la parola "uniti", posta, anche qui non a caso, alla tredicesima riga.

sabato 11 settembre 2010

Saba e il calcio in versi - 2


Secondo appuntamento con le "Cinque poesie sul gioco del calcio" scritte da Umberto Saba: oggi vi propongo "Tre momenti".

Come recita il titolo, qui il poeta triestino racconta un trittico di precise, e facilmente riconoscibili, situazioni che si presentano all'interno di una partita di calcio: l'ingresso in campo dei giocatori; la strana condizione del portiere, che può rilassarsi quando i compagni giostrano in attacco ma deve stare all'erta non appena gli avversari si avvicinano alla sua area; la gioia, tanto effimera quanto intensa, dei tifosi in festa per una rete segnata o per la vittoria della squadra del cuore.

Particolarmente dense di significato sono le ultime due righe: mi pare di ricordare che poco tempo fa i tifosi della Triestina le scrissero su un lungo striscione fatto srotolare sugli spalti dello stadio "Nereo Rocco". Un doveroso omaggio a colui che, probabilmente, è stato il più famoso tra i sostenitori dell'undici alabardato.

venerdì 10 settembre 2010

Saba e il calcio in versi - 1


E chi l'ha detto che il calcio è solo uno sport? Personalmente, la trovo una definizione fin troppo riduttiva, forse anche superficiale. Mi si dirà: oggi è diventato un business, troppi soldi ed interessi economici vi ruotano attorno e l'hanno rovinato.

Vero. Ma non si può ignorare il grande ruolo sociale - è proprio il caso di dire - giocato dal calcio, un fenomeno che per molti poeti e scrittori di fama internazionale è stato fonte d'ispirazione: ne sono una perfetta testimonianza le "Cinque poesie sul gioco del calcio" scritte da Umberto Saba, ritratto nella foto a destra.

A mio avviso i suoi versi offrono un perfetto spaccato dei diversi momenti che si possono vivere durante un incontro di calcio. Versi che possono essere apprezzati anche da chi non sa cosa sia il fuorigioco. E che molti hanno definito addirittura l'apice della poesia di Saba.

A quanto pare, tutto nasce da quel giorno in cui il poeta accompagna la figlia allo stadio a vedere una partita della Triestina: la folla che, a seconda dei risultati conseguiti dalla squadra del cuore, impazzisce di gioia o ammutolisce per la disperazione, lo ammalia. Quell'amore a prima vista è narrato in "Squadra paesana", luogo di partenza di un breve viaggio che avrà come tappe intermedie tutti i versi che il poeta triestino ha dedicato al gioco del calcio e alla squadra della sua città.

In questo componimento Saba sembra guardare con un pizzico di invidia ai calciatori giovani e spensierati ("Le angosce [...] sono da voi sì lontane") e, soprattutto, parla del suo senso di appartenenza alla massa di tifosi ("Anch'io tra i molti vi saluto..."): in particolare, crea uno scarto tra l'io narrante e l'io partecipante, con il poeta che sembra un'entità distaccata dalla folla che si emoziona per le gesta dei giocatori ("...dagli altri diversamente - ugualmente commosso").


Volendo dare una risposta alla domanda iniziale, il calcio è (anche) poesia.

sabato 4 settembre 2010

Nasce Pianeta Sport


Quella che racconto in questo post è, a modo suo, una straordinaria storia (anche) di sport. Una storia dove lo sport è un elemento che unisce una decina di persone che non si sono mai incontrate, che si sono conosciute solo attraverso Internet e, appunto, lo sport.
La storia di oggi è, soprattutto, la storia di Pianeta Sport. Una rivista nata qualche mese fa e che oggi, grazie ad un editore - Geo Edizioni - che ha aderito entusiasta al progetto, prende finalmente vita. Il sottoscritto è tra quei dieci che ha dato vita a questa nuova creatura. Il primo vagito, in realtà, era stato a giugno quando, in occasione dei Mondiali di calcio in Sud Africa, siamo usciti con una guida a modo nostro. Ma quello era un numero zero. Da ieri, invece, è online il numero uno. Oltre 180 pagine dove troverete la presentazione della nuova serie A, della Premierleague, della Bundesliga e della Liga, ma anche della nuova Champions' League, dell'Europa League e persino dei gironi di qualificazione ai prossimi Europei. Tuttavia, la sezione dedicata al calcio è solo una piccolissima parte di quello che potrete leggere liberamente (la rivista, infatti, è scaricabile gratuitamente). Nel numero uno di Pianeta Sport troverete tutta una serie di speciali sui Mondiali di pallavolo, sui Mondiali di pallacanestro, sugli Europei di pallanuoto. E poi nuoto, canoa, tennis, atletica leggera, pugilato.
Vi segnalo poi alcune chicche: uno speciale sul rugby nei paesi dell'ex Unione Sovietica, un altro speciale sui vari campionati che si giocano in Italia e alcune pagine dedicate a cricket, lacrosse e aussie rules. Come vedete, insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti. Una rivista che parla davvero di tutti gli sport, anche quelli chiamati erroneamente "minori". E che ne parla in silenzio, senza le chiacchiere da bar o le urla di quelle aluatte che popolano i programmi sportivi della domenica e del lunedì.
Io ho curato personalmente tutta la sezione relativa agli Europei di pallanuoto e ai Mondiali di basket femminile. E poi ho scritto di basket maschile - presentazione del girone D - e calcio - Liga, nuova Champions' League e squadra del mese. L'auspicio è che troviate di vostro gradimento sia i miei articoli, sia quello dei miei strani colleghi. Strani perché, al momento, non hanno ancora un volto. Ma hanno un talento naturale nella scrittura che posso toccare con mano.

Buona lettura a tutti.

Simone