sabato 26 dicembre 2015

Sheffield e il Boxing Day Massacre


Photo owlstalk.co.uk
Tu chiamale, se vuoi, tradizioni: addobbare albero e presepe l'8 dicembre di ogni anno, trascorrere la sera della vigilia sempre attorno allo stesso tavolo, scartare i regali allo scoccare della mezzanotte oppure aspettare la mattina successiva. Ma in Inghilterra il Natale si arricchisce di un ulteriore rituale, il Boxing Day: quel giorno si distribuiscono gli avanzi di un pranzo luculliano, inscatolati, ai bisognosi. e soprattutto si torna a tifare per la squadra del cuore, quasi fosse un sabato o una domenica qualsiasi.

Di là dalla Manica usa così: la mattina di Natale tutti a tavola con i famigliari, il giorno successivo meglio il verde del campo di gioco che quello dell'albero di Natale. Una tradizione nata nel lontano 1860, quando Hallam Football Club e Sheffield Football Club si sfidarono sul campo di Sandygate. 119 anni dopo, sono altre due squadre a far palpitare gli sportivi della città delle acciaierie.

Siamo agli sgoccioli degli anni Settanta: il declino dell'industria manifatturiera, che nel secolo scorso è stato il motore dell'economia locale, ha ancora da venire e il Royal Hallamshire Hospital è stato appena inaugurato. United e Wednesday, le due principali squadre locali, sono scivolate giù giù fino in Third Division, la terza serie nazionale, e mirano a risalire quanto prima.

26 dicembre 1979. Dopo i regali spacchettati e le scorpacciate del giorno prima, per le due tifoserie è tempo di recarsi allo stadio. Allo stesso stadio, in realtà: Hillsborough, la casa dello Sheffield Wednesday, è il proscenio ideale per il centesimo capitolo della già affascinante saga dello Steel City Derby. Che non è e non potrà mai essere una partita qualsiasi.

Lo sanno bene anche le autorità locali: 500 agenti della South Yorkshire Police presidiano lo stadio e le strade attigue. Per motivi di ordine pubblico si gioca addirittura prima dell'ora di pranzo e i mezzi pubblici lavorano a singhiozzo. Ma è un deterrente che non funziona: quando a Hillsborough aprono i cancelli intorno alle 9.30 sono già migliaia i tifosi in fila. Sembra un pellegrinaggio: pensi che si stiano recando a messa e invece vanno allo stadio. In fondo, anche il calcio è religione, anche il pallone custodisce una certa sacralità.

Lo United, appena retrocesso dalla serie superiore, sta dettando legge fin dall'inizio del campionato e si presenta a Hillsborough per proteggere il primato in classifica. Il Wednesday, invece, è costretto a rincorrere: con sei punti in meno rispetto ai rivali di sempre naviga in quarta posizione e nelle ultime sette giornate ha vinto appena due partite.


Jack Charlton (sì, proprio lui, il fratello di Bobby con cui vinse il Mondiale del 1966: ora allena i "gufi") si affida ai giocatori che ha espressamente richiesto - e ottenuto - alla dirigenza. Come Andy McCulloch, centravanti col fisico da corazziere convinto dall'allenatore pochi mesi prima a Wembley durante la finale di FA Cup, e Terry Curran, ala destra reinventata come seconda punta al fianco di McCulloch. Ed è una partita davvero speciale per il giovanissimo Charlie Williamson, nativo di Sheffield: ha debuttato in prima squadra appena cinque giorni prima e ha saputo che giocherà titolare leggendo le civette dei quotidiani locali mentre passeggia in centro con la fidanzata.

Dall'altra parte il tecnico Harry Haslam prova a far fruttare le migliaia di sterline spese per alcuni giocatori, vedasi il centrocampista olandese Len de Goey e il difensore Les Tibbot. In attacco le speranze sono tutte riposte in un attaccante argentino, prelevato dal River Plate per 160mila sterline come ripiego del promettente ma costoso Diego Armando Maradona: si chiama Alejandro Sabella e oltre un quarto di secolo dopo sarà il ct dell'Albiceleste finalista ai Mondiali in Brasile.


Le squadre fanno capolino dagli spogliatoi nel medesimo istante, con perfetto sincronismo, e sono già scintille: è sufficiente anche un paio di sguardi in cagnesco. MacPhail e Kenworthy fissano Curran: "Prova ad avvicinarti dalle nostre parti e ti spacchiamo le gambe".

Mancano pochi minuti alle 11: i ventidue giocatori e la terna arbitrale fanno capolino dal tunnel. Sugli spalti sono in 49.309 a ruggire: mai così tanti tifosi avevano assistito a una partita di terza divisione in Inghilterra. Il precedente record, i 48.110 di Aston Villa-Bournemouth di sette anni prima, è ormai storia. L'incasso a fine giornata sarà di 70mila sterline, più della cifra sborsata dal Wednesday per soffiare al Southampton il capitano Mick Pickering, che rientra dopo aver saltato ben 16 partite per un infortunio al ginocchio.

Dopo una mezz'ora di sostanziale equilibrio - unico sussulto il provvidenziale salvataggio di Kenworthy, ben appostato sulla linea su un imperioso stacco di testa di McCulloch - il derby si accende nel finale di primo tempo. Minuto trentotto: Mellor è servito sulla sinistra e converge per poi calciare dal limite dell'area. Richardson si protende in tuffo, ma il pallone schizza in rete quasi sotto l'incrocio proprio sotto la Kop, la curva dei tifosi di casa: Wednesday 1, United 0. Hillsborough è una bolgia infernale.


L'infausto destino della capolista si materializza proprio a un minuto dall'intervallo: Bourne si gira nello stretto e centra in pieno la traversa con una conclusione arcuata. Il portiere Bolder, titolare inamovibile a dispetto dei suoi 21 anni, è ancora a terra quando il pallone rimbalza sugli scarpini di MacPhail. Che è un difensore bravo a spazzare, mica un centravanti senza pietà. E difatti calcia miseramente addosso al guardiano avversario.

Lo United, al rientro dagli spogliatoi, perde pure il suo capitano Mick Speight che per evitare un gol a porta vuota si scontra con King ed ha la peggio. I due pali collezionati dal Wednesday in quella circostanza sono il preludio al raddoppio che arriva al 63': McCulloch sfonda nell'area piccola e scodella il pallone verso Curran che, solo soletto, con uno spettacolare tuffo lo corregge in porta.


Sui gradoni della tribuna sul lato di Leppings Lane i tifosi dello United ammutoliscono ancora e l'attaccante avversario li irride andando ad esultare proprio sotto il loro naso: curiosamente, una scena del genere si ripeterà pochissimi anni dopo quando lo stesso Curran, che è un Wednesdayite dalla testa ai piedi fin dalla tenera età, vestirà proprio la maglia della seconda squadra più vecchia di Sheffield.

Torniamo a quel tardo mattino di Hillsborough: dopo aver incassato il secondo gol, lo United è oramai inerme e rinuncia a qualsiasi velleità di pareggio. Giusto un paio di giri di lancette e il Wednesday certifica la vittoria: uno scalmanato Curran mette piede in area e serve l'accorrente King che ha quasi tutto lo specchio a disposizione, basta anche accompagnare docilmente il pallone in fondo al sacco. 3-0. E non è finita: a tre minuti dalla conclusione Richardson stende platealmente Curran commettendo un fallo da rigore. Lo specialista Smith, che al termine della stagione totalizzerà ben 11 reti dal dischetto, spiazza il portiere che lo United aveva acquistato proprio in vista del derby.

Finisce la gara. Il pubblico di Hillsborough è in visibilio. E i tifosi del Wednesday iniziano a rumoreggiare:


Hark now hear, the Wednesday sing
United ran away
And we will laugh, forever more
Because of Boxing Day 

È un tormentone che gli stessi giocatori non si stancheranno di intonare negli spogliatoi, mentre festeggiano la fragorosa vittoria tutti assieme nella vasca da bagno. I gol di Mellor, Curran, King e Smith sono altrettante ferite che lo United non riuscirà a cicatrizzare, al punto che non solo perderà il primo posto in classifica ma fallirà pure il passaggio di categoria. Che invece riesce al Wednesday, cui basta la terza posizione per avvicinarsi ulteriormente alla massima serie.

Per rivedere entrambe le squadre di Sheffield in terza divisione bisognerà attendere oltre trent'anni: nella stagione 2011-2012 sia United che Wednesday sono le favorite per vincere la League One. L'andata si gioca in ottobre a Bramall Lane e finisce 2-2, il ritorno va in scena a febbraio - toh, si gioca il 26... - e stavolta vincono i "gufi" per 1-0.

Anche quel derby sarà maledetto per lo United, in quel momento secondo in classifica alle spalle del Charlton: verrà sorpassato a tre turni dalla fine proprio dai rivali di una vita. Che ritornano in Championship evitando i playoff, dove lo United perderà ai rigori contro l'Huddersfield. 32 anni dopo, la storia si ripete. E i tifosi del Wednesday dileggiano i dirimpettai: "This city is ours, this city is ours..."

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