venerdì 5 febbraio 2010

Il torneo di Viareggio - 4



Anni ’80: presenze illustri. Il decennio che si concluderà con la fine dell'Unione Sovietica e che segnerà l'avanzata della destra conservatrice negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna si apre con qualche veleno di troppo per il calcio italiano: le società di serie A e B, infatti, votano contro la libera circolazione dei giocatori stranieri in Europa. E, proprio pochi giorni prima dell’epilogo della Coppa Carnevale, scoppia lo scandalo relativo al calcio-scommesse che porta all’arresto di numerosi giocatori. Il consolidato torneo viareggino non sembra, però, risentire di queste vicende e continua ad ampliare i propri confini: nel 1983 anche l’Africa approda nel salotto buono del calcio giovanile internazionale con la formazione dell'Algeri. Nello stesso anno fanno la loro comparsa due prestigiose scuole calcistiche sudamericane, quella cilena (Santiago) e, soprattutto, quella brasiliana (Palmeiras). Nel 1989 tocca poi anche al Giappone, rappresentato dal Tōkyō.


Gli anni ’80 annoverano tra le grandi protagoniste soprattutto il Torino e la Fiorentina: i granata alzano la coppa in quattro occasioni, i viola in due. Non sfigurano affatto anche la Roma - due primi posti e due secondi posti - e le straniere grazie ad Ipswich Town e Dukla (i boemi, vincitori nel 1980, rimarranno per sedici anni l’ultima squadra straniera a vincere il trofeo). Tra gli inglesi, le cui partite vengono trasmesse dalla BBC, spicca l'attaccante Jean-Michel "Mich" D’Avray (foto a destra), origini sudafricane, capocannoniere dell'edizione 1981 con ben sette reti. Il Torneo si impreziosisce, inoltre, della presenza di club blasonati di tutto il mondo: le varie Real Madrid, Celtic Glasgow, River Plate, Porto, Feyenoord, Nottingham Forest, Aberdeen, Bayern Monaco sono presenti a Viareggio con le rispettive rappresentative giovanili. 

Molti dei giocatori che vincono il Torneo, od al quale vi prendono semplicemente parte, conosceranno la gioia di uno scudetto o addirittura di indossare la maglia azzurra: Galderisi e Fanna della Juventus (tra gli artefici del miracoloso tricolore dell’Hellas Verona del 1985), Mancini, Pagliuca e Vialli della Sampdoria allenata da Marcello Lippi, i milanisti Albertini, Costacurta e Maldini, i torinisti Fuser, Lentini e Francini (vincitore del secondo scudetto del Napoli), Ciro Ferrara e Di Livio, tra i protagonisti dell’età dell’oro della Juventus. Altri giocatori destinati a far strada sono i romanisti Peruzzi, Andrea Carnevale, Tovalieri e Giuseppe Giannini ed i vari Bucci, Melli e Minotti, in seguito in gran evidenza con il Parma guidato da Nevio Scala. E poi c'è un talentuoso giovane di nome Roberto Baggio che si presenta a Viareggio con la maglia della Fiorentina. 


Tra gli stranieri la copertina spetta senza dubbio alcuno a Gabriel Omar Batistuta: l'attaccante argentino (nella foto sopra con Diego Armando Maradona) attira su di sé l'attenzione degli osservatori grazie alle prove offerte con il Deportivo Italiano, squadra della capitale fondata da alcuni emigranti del Belpaese. Leggenda vuole che il Viareggio avesse offerto ben 150 milioni di lire alla squadra sudamericana per assicurarsene le prestazioni, salvo poi far cadere nel nulla la trattativa dopo averlo visto all’opera nei quarti di finale contro il Torino. Tra le stelle straniere si ricordano anche Robert Prosinečki nella Dinamo Zagabria, Novotný e Chovanec nel Dukla Praga e Pat Bonner, portiere del Celtic Glasgow che affronterà - e sconfiggerà - l’Italia con la nazionale irlandese ai Mondiali di USA '94. 

Il 1983 è l’anno di due allenatori speciali: la Roma - che poi si aggiudica il torneo - è affidata a Romeo Benetti, mentre il Milan è guidato da Fabio Capello, destinato a scrivere le pagine più belle della storia rossonera. Già avversari da giocatori, si scontrano anche nelle vesti di allenatori: la spunta Benetti per 2-1.

Muovono i primi passi in panchina pure Arrigo Sacchi, il viareggino d’adozione Pietro Carmignani con il Parma - vi farà ritorno nelle stesse vesti nell’edizione 2006 -, Luciano Spinosi con la Roma e Mario Corso, naturalmente con l’Inter. Altra curiosità: negli anni ’80 partecipano alla Coppa Carnevale giovani dalle illustri parentele come testimoniano Stefan Beckenbauer, figlio di “kaiser” Franz, nel Bayern Monaco e Diego López, nipote di Maradona, nel Deportivo Italiano. Figli d’arte anche tra i fischietti: l’arbitro della finalissima Torino-Roma del 1985 è, infatti, Rosario Lo Bello, figlio di Concetto.

(4 - continua)

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