sabato 3 giugno 2017

Torneo di Viareggio e Champions League: le curiosità


'Ma come, un altro pezzo in cui devi infilarci in tutti i modi la tua città?', borbotterà qualcuno. Beh, sì. Specialmente se si tratta del torneo di calcio giovanile di Viareggio, che nonostante lo scorrere inesorabile e ineludibile del tempo rimane comunque una tappa cruciale per i calciatori, per gli allenatori, per gli addetti ai lavori e per tutti gli appassionati. Un torneo che, essendo nato nel 1949, è addirittura più vecchio della fu Coppa dei Campioni, ribattezzata Champions League nella prima metà degli anni Novanta. Quale miglior occasione della finalissima di stasera, allora, per parlarne?


Se il Real Madrid dovesse riuscire nell'impresa di sollevare verso il cielo di Cardiff la coppa dalle grandi orecchie, diverrebbe la prima squadra a mettere le mani sul trofeo per il secondo anno di fila nell'era della Champions League. Difficile, però, pensare che Cristiano Ronaldo, Bale, Benzema e tutti gli altri possano arrivare ad eguagliare il primato che lo stesso Real stabilì nella seconda metà degli anni Cinquanta, quando nacque il mito della Coppa dei Campioni: ben cinque trionfi consecutivi.

Uno strapotere che partì con la finalissima di Parigi del 1956 con avversario lo Stade Reims, a cui il presidentissimo Santiago Bernabéu avrebbe soffiato per la stagione seguente Raymond Kopa. Eppure furono proprio i transalpini a spezzare l'equilibrio dopo appena sei giri di lancette. E l'autore dello storico primo gol in una finale di Coppa dei Campioni era passato dal Torneo di Viareggio.

Lui si chiamava Michel Leblond ed era un interno di centrocampo che all'occorrenza poteva essere impiegato da mezzala. Nato a Reims, città rinomata per lo champagne, nel 1952 rappresenta la Francia ai Giochi di Helsinki assieme al compagno di squadra René Bliard. Pochi mesi dopo è la volta di un'altra competizione internazionale: il Torneo di Viareggio.

Gli organizzatori hanno infatti invitato lo Stade de Reims e il Corriere dello Sport annuncia giustappunto la presenza degli "olimpionici" Leblond e Bliard, oltre che dei nazionali juniores Giraudo e Perou e di quattro elementi già inseriti stabilmente in prima squadra fra cui il portiere Jacquet.

L'11 febbraio, fischio d'inizio all'una e mezza del pomeriggio, i francesi sfidano la Fiorentina. Ma la gara non avrà mai storia: nonostante l'iniziale svantaggio, i gigliati sono nettamente superiori e rovesciarono fragorosamente il risultato in proprio favore uscendo vittoriosi per 5-1. Ad andare a referto per il Reims è proprio Leblond, evidentemente specializzato nel segnare gol illusori...

Da annotare che il capocannoniere della prima Coppa dei Campioni è stato lo jugoslavo Miloš Milutinović, che con il Partizan Belgrado aveva già dato saggio in Toscana delle sue doti da attaccante di razza.

Il nome di Viareggio e di quella che allora veniva chiamata Coppa Carnevale riecheggia ancora a distanza di dodici mesi. Al "Chamartín" di Madrid la Fiorentina culla il sogno di poter sgambettare il Grande Real nel suo cortile di casa, ma al sessantanovesimo l'imprendibile Alfredo Di Stéfano - che nel 1970 bazzicherà la 'Perla del Tirreno' facendo da accompagnatore al Boca Juniors al torneo - sbatte il pallone in porta dal dischetto e poco dopo raddoppia Gento.

Non ha però demeritato la Fiorentina capitanata da Sergio Cervato, difensore con licenza di segnare tanto che nel 1949, nella primissima edizione del torneo giovanile, aveva rifilato una doppietta alla Lucchese nella giornata inaugurale. E sempre a Viareggio s'era messo in mostra con la maglia dell'Udinese l'attaccante Giuseppe Virgili, a cui il Giuànbrera aveva affibbiato il nomignolo di "Pecos Bill". L'allenatore Fulvio Bernardini, addirittura, era stato al torneo in qualità di inviato del Corriere dello Sport nel 1949 prima di sedersi sulla panchina della Roma in occasione della finale persa l'anno successivo con la Sampdoria.

Poi, nel 1963, arriva il primo trionfo continentale di una squadra della Serie A: il Milan di Nereo Rocco, in quella cattedrale del calcio per antonomasia che è Wembley, batte in rimonta il Benfica. E il primo capitano italiano ad alzare l'ambitissima coppa è un altro 'battezzato' dal Torneo di Viareggio: Cesare Maldini aveva giocato giusto giusto una partita nel 1950, l'unica della sua Triestina che fu sommersa di reti dal Modena di Ghezzi e Brighenti. Lo stesso Maldini, peraltro profondamente legato alla città toscana, tornerà a Viareggio da allenatore del Milan perdendo due finali di fila - 1970 e 1971. E invece i compagni Mario David con il Lanerossi Vicenza a metà degli anni Cinquanta e Giovanni Trapattoni con i rossoneri nel 1959 e nel 1960 il torneo l'avevano vinto per due volte.


Il nome del 'Trap' introduce la carrellata di allenatori diventati campioni d'Europa dopo i trascorsi a Viareggio, in campo come in panchina. Tra questi merita certamente una citazione Marcello Lippi, impegnato nel torneo della sua città natale in doppia veste: ha vinto la Champions League undici anni dopo la partecipazione al "Viareggio" alla guida della Sampdoria, ritrovandosi in squadra quel Gianluca Vialli richiamato dalla prima squadra assieme a Mancini appositamente per la cruciale sfida contro la Roma. A differenza di Trapattoni e Lippi, Arrigo Sacchi non ha partecipato al torneo da giocatore. Vanta, però, una presenza come allenatore della Fiorentina nell'edizione 1984: ai quarti eliminò la sua futura squadra, il Milan, guidato peraltro da quel Fabio Capello che ne prenderà sulla panchina rossonera continuando a mietere successi in Italia e in Europa.

E gli arbitri? Non mancano, nella storia del Torneo, giacchette nere che hanno avuto l'onore di fischiare l'inizio della finalissima in entrambe le competizioni. È il caso di Concetto Lo Bello, di Luigi Agnolin, di Tullio Lanese, di Nicola Rizzoli e del viareggino d'adozione Pierluigi Collina.

Impossibile, infine, fornire una lista esaustiva dei giocatori che si sono cimentati nella "Coppa Carnevale" prima di alzare il trofeo più prestigioso d'Europa: si potrebbero citare, in ordine sparso, Sandro Mazzola, Giacinto Facchetti, Sepp Maier, Velibor Vasović, Gaetano Scirea, Paolo Rossi, Paolo Maldini, Franco Baresi, Alessandro Del Piero, Jorge Costa, Alessandro Nesta, Andrea Pirlo, Philipp Lahm, Bastian Schweinsteiger... Diciamo che se la Juventus battesse il Real Madrid, la lista si allungherebbe con tanti altri nomi altisonanti.

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